Coordinata dalla Tavola della Pace
Cooperazione, rientrata dall'Iraq la missione partita dalla Valdera
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PONTEDERA. E' rientrata da Erbil, nel Kurdistan iracheno, una missione di enti locali e associazioni toscane che apre una nuova strada nelle relazioni internazionali con l'Iraq. Mentre il neo-designato primo ministro iracheno Maliki stenta ancora a definire la composizione del governo, in un vuoto di potere che dura dal marzo 2010, la cooperazione Decentrata Toscana (Cdt) ha deciso di incontrare a Erbil referenti del governo locale e della società civile. L'associazione Un ponte per... e la Tavola della Pace e della Cooperazione (Valdera) hanno guidato una delegazione del Tavolo Mediterraneo e Medioriente della Cdt, composta da assessori e referenti di Comune e Provincia di Firenze, Comune e Provincia di Pisa, Centro Nord-Sud (Prov. Pisa), Unione Valdera, Tavolo della Pace della Val di Cecina, Arci Toscana e Compagnia Teatro di Nascosto. Si tratta dei partner toscani di un progetto di sostegno alla rete nonviolenta irachena Laonf (nonviolenza, in arabo) che mobilita un centinaio di associazioni e sindacati dai 18 governatorati del paese, in campagne per la promozione della cultura di pace, dei diritti umani e della giustizia sociale. Gli enti toscani hanno seguito una fitta agenda di incontri per varare progetti: importante il programma regionale contro la violenza sulle donne e un campo in cui si sperimenta già la collaborazione con le associazioni irachene per la conduzione di attività nei rifugi per donne vittime di violenza. Altri incontri sono avvenuti col consiglio provinciale e comunale di Erbil, nati rispettivamente nel 2001 e 2005, ancora fragili rispetto alle competenze di cui avrebbe bisogno un ente locale per soddisfare i bisogni della popolazione. Proprio il rafforzamento di tali organi è obiettivo della missione da parte degli enti toscani. Nel confronto della delegazione con membri di Laonf provenienti da tutto il paese, gli attivisti di Baghdad hanno riassunto il problema fondamentale nella loro relazione con le istituzioni: enti che traggono oltre il 90% dei bilanci pubblici dal petrolio non hanno bisogno di riscuotere tasse e non ricercano un pieno rapporto con i cittadini. Gub
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