Sicurezza
L'indotto trema di nuovo
Andreas Quirici
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Dipendenti Piaggio mentre lavorano in catenaPiaggio: riapertura dei cancelli tra tante incertezze
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PONTEDERA. Il rischio, quello vero e più immediato, è che un buon numero di aziende dell'indotto Piaggio aprano procedure di mobilità con licenziamenti nelle prossime settimane. Un incubo che accompagna la riapertura dei cancelli alla Piaggio dopo un mese circa di stop. Oggi si ricomincia, ma il pensiero va all'incontro tra azienda e sindacati che dovrebbe svolgersi nella seconda metà di gennaio. Una riunione-chiave per argomenti come gli investimenti, il ricambio generazionale e le prospettive del mercato delle due ruote. L'indotto. È forte il rischio di vedere dimezzati i livelli occupazionali. Per adesso sono solo indiscrezioni e notizie ufficiose, ma i sindacati stanno registrando da più parti la voglia di smobilitare da parte dei fornitori di Piaggio. «Stiamo firmando procedure di cassa integrazione - racconta Marcello Casati della Uilm-Uil - per aziende che si dovranno ridimensionare. Un problema di cui dovremo discutere con il presidente Roberto Colaninno». Un quadro preoccupante, secondo Angelo Mangino della Fim-Cisl: «Speriamo che le aziende non escano dal mercato sfruttando gli ammortizzatori sociali. Circa sei aziende più significative continuano con i contratti di solidarietà. Il 2011 non si preannuncia per niente facile e le prospettive dell'indotto non sembrano essere positive». Le meccaniche. Tema centrale per tutti, quello che riguarda il cuore produttivo di Piaggio. «Penso che un reparto come le Meccaniche - afferma Marcello Franchi della Fiom-Cgil - debba essere trattato come la priorità dell'intera programmazione. Spero che le parole dette dalle istituzioni al consiglio comunale aperto che si svolse alla Tmm diventino realtà, con una discesa in campo diretta di Comune, Provincia e Regione». Il tema è delicato. Casati crede che «il reparto si stia svuotando di produzione, basti pensare al fatto che da settembre a oggi gli operai hanno lavorato circa un mese e basta e che sempre più motori vengono importati dall'estero». Mangino la vede un po' diversamente: «La percentuale dei motori che venivano importati 4 anni fa è la stessa che viene realizzata all'estero oggi. Il problema è che sono diminuiti i volumi a causa del calo di vendite delle due ruote». Uscite volontarie. Sarebbe un modo per agevolare il ricambio generazionale, altro tema caldo in Piaggio, ma che i sindacati aspettano di ascoltare da Colaninno dopo averlo letto sui giornali nel giorno della presentazione del piano triennale. In ballo ci sono i 130 lavoratori che da part-time verticali diventerebbero full-time e gli altrettanti a tempo determinato che salirebbero il gradino fino al part-time. «Lo dice l'accordo aziendale - dice Mangino - e vogliamo che sia rispettato».
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