Il Tirreno

Pontedera

Sono sempre più numerose le frazioni che hanno deciso di rispolverare la tradizione

Il lancio del panforte resiste al tempo nascerà un comitato provinciale

Filippo Bernardeschi
Due momenti del lancio del panforte nella frazione de La Rotta
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Due momenti del lancio del panforte nella frazione de La Rotta

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 PONTEDERA. Un tempo ci voleva poco per divertirsi a Natale. Bastavano un panforte - quel dolce liscio e levigato che somiglia tanto a un disco - e un tavolo di legno. Si lanciava il panforte e si misurava la distanza del dolce dal margine del tavolo: maggiore la distanza, maggiore il punteggio.  Ma il gioco del panforte esiste e resiste. Da sette anni si disputa un trofeo, e presto potrebbe costituirsi un comitato provinciale dedito alla sua diffusione. Il recupero della tradizione proviene dagli stessi luoghi in cui essa affonda le radici. Più precisamente nei circoli Arci di certi paesi caratteristici: quest'anno la coppa è andata a Montefoscoli. Poi Marti, La Rotta e Palaia, per fare un esempio.  Questi tre furono i primi a rilanciare il torneo. Nato nel 2006 dall'idea di un piccolo gruppo d'appassionati, oggi conta 7 paesi per altrettante squadre di "lanciatori" natalizi. Più facile da raccontare che da giocare, il panforte. Una selva di stratagemmi, dal lancio a colombella all'astuzia della tecnica "arcobaleno". Tutto per centrare quel quadrato di legno, scivoloso e infido, tutto per evitare che il dolce si stampi sul pavimento nell'ilarità generale. «Ogni circolo organizza la sua serata - racconta Massimiliano Santarnecchi, tiratore di Montefoscoli - ogni volta vengono registrati i punteggi. Alla fine si fa la somma, chi ha totalizzato più punti vince il torneo. La bellezza del gioco - continua Santarnecchi - è che avvicina persone di paesi diversi, ci fa riscoprire la gioia di stare insieme e favorisce la vita sociale laddove non ci sono grandi attrattive. Ultimamente attira anche le donne». Questione d'atmosfera: «Per quanto "semplicione", spesso si crea un tifo da stadio: tutti i personaggi più caratteristici sono riuniti nella stessa stanza, facile immaginare l'effetto».  Il lancio del panforte scatena un'alchimia di sentimenti che riporta indietro negli anni, al tempo dei nostri nonni, quando per scaldare la casa il camino ci voleva davvero, le luci di natale erano candele e Facebook neppure un miraggio. Aldo Bartolucci, di Marti, è uno dei pionieri: «Lo praticavano mio zio e mio babbo - racconta - prima si andava al bar o a casa di amici apposta per giocare. Oggi accade meno, ma l'effetto è lo stesso di quand'ero piccolo: l'ho vissuto come un evento fortemente emotivo, sono felice che stia tornando in voga». Il prossimo anno potrebbero aggiungersi Peccioli e Castelfranco. Il comitato nascente allargherà la partecipazione: «Vorremo dargli la forma di un'associazione di promozione culturale», comunica Mauro Magozzi da Palaia. «Il prossimo appuntamento è all'Arci del Romito, il 30 gennaio, per la premiazione: inviteremo anche gli assessori».

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