Il Tirreno

Pontedera

In arrivo il picco dell'influenza

Paola Silvi

Tanti pontederesi sono già a letto con febbre alta e dolori articolari

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 PONTEDERA. Il picco dell'influenza non è ancora arrivato ed è atteso per la fine di gennaio, ma sono già molti i pontederesi a letto con i classici sintomi del "male di stagione" e i medici registrano un boom di richieste di visite a domicilio. Le vaccinazioni, ad una prima analisi, sono in calo, mentre medici di famiglia e virologi ribadiscono l'importanza della protezione.  «Ancora non abbiamo raggiunto l'apice della diffusione - spiega il dottor Giuseppe Figlini, presidente dell'Ordine dei medici di medicina generale della provincia - che invece si prevede fra un paio di settimane. È bene comunque sottolineare che quella di quest'anno non si presenta come un'influenza particolarmente aggressiva». I sintomi sono quelli classici: febbre alta (38,5-39) per tre o quattro giorni, dolori muscolari e articolari e in alcuni casi con la variazione di disturbi gastro-intestinali. «Attenzione però - specifica Figlini - perché se in quest'ultimo caso è corretto parlare di sindrome para-influenzale ed è difficile capire la distinzione, non più di qualche giorno ci separa dal vero contagio che, in linea con gli altri anni, è destinato a colpire almeno tre o quattro milioni di italiani». Meno timori li avrà invece chi ha deciso di vaccinarsi. E la campagna di vaccinazione in autunno è stata potenziata e anticipata producendo i suoi effetti soprattutto nella popolazione over 65. I numeri forniti dall'Asl 5 confermano il trend per la Valdera. Dai medici di famiglia sono stati ritirati 22mila 600 vaccini, 1.350 dai pediatri mentre nei distretti erano a disposizione 25mila 600 dosi. Senza contare che il siero distribuito metteva al riparo sia da influenza "Australiana" che dall'ormai celebre influenza H1N1, declassata intanto da pandemica a stagionale. «In base alla mia esperienza - continua Figlini - la maggior parte delle persone anziane si vaccina abitualmente. È per questo che il virus finora ha colpito i giovani fra i 25 e i 40 anni». Alla nostra provincia sono state destinate 75mila dosi ma molte di queste sarebbero rimaste nelle farmacie. Ancora non è dato sapere con esattezza le cifre di consumo ma, a giudicare dalle prime sensazioni, i pazienti preferiscono non far ricorso a prevenzioni. «Di fatto gli anziani vaccinati sfiorano quota 75%, ma il resto degli abitanti sembra aver fatto scelte diverse. È utile ricordare poi - entra nel merito Figlini - l'importanza del vaccino soprattutto per le categorie a rischio, come i cardiopatici, gli ipertesi e i diabetici». Anche provvedere adesso, cercando di salvare il salvabile, rischia di essere inutile dal momento che il prodotto inizia ad agire dopo una ventina di giorni. Dal dottore infine i consigli per i forzati al letto dall'influenza. «Una volta contratta, l'influenza non va curata con gli antibiotici, il cui uso deve essere in ogni caso valutato dal medico. Nessuna controindicazione invece per i farmaci antipiretici che hanno il vantaggio di mantenere bassa la temperatura», conclude l'analisi Figlini.

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