Il Tirreno

Pontedera

Crepe nelle case per la frana

Sabrina Chiellini
Due immagini che mostrano la situazione venutasi a creare a Casciana Terme: le vistose crepe sui muri degli edifici causate dal dissesto originato dalla pressione dell’acqua del torrente
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Due immagini che mostrano la situazione venutasi a creare a Casciana Terme: le vistose crepe sui muri degli edifici causate dal dissesto originato dalla pressione dell’acqua del torrente

Paura tra i residenti di via Molino La Scala. Già inagibili tre garage

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 CASCIANA TERME. La collina che fa da argine al fiume Caldana, nel tratto in cui si scaricano le acque dello stabilimento termale, sta franando. L'acqua ha scavato entrambi gli argini, trascinando un grosso masso in mezzo all'alveo. Sulle pareti di tre garage, due dei quali usati come magazzini, ci sono preoccupanti lesioni, tanto che i vigili del fuoco hanno reso inagibili gli edifici.  A non lasciare tranquille tre famiglie che abitano in un immobile situato di fronte alla Caldana sono altri "segnali" che fanno pensare a un dissesto diffuso, aggravato dalle recenti piene. La strada, che corre a pochi metri dalla Caldana, via Molino La Scala, ha ceduto proprio in prossimità della casa dove abitano le tre famiglie. E non è tutto: «Poche settimane fa - dice Eleonora Menicagli - ci siamo accorti che aveva cominciato a piovere in casa. Ho chiamato un muratore, ha controllato il tetto senza rilevare problemi alla copertura. Le porte cominciano a chiudere con difficoltà, come se forzassero». All'esterno delle case dove abitano con le rispettive famiglie le sorelle Menicagli e Roberta Stacchini e dove c'è anche un'officina per la riparazione di mezzi agricoli, si possono vedere vistose crepe. «Due mesi fa, e lo avevamo già fatto anche nel passato - dicono le sorelle Menicagli - ci siamo rivolti all'ufficio tecnico del Comune per segnalare il problema, così come abbiamo chiesto l'intervento del consorzio di bonifica della Valdera».  I primi veri cedimenti, questo tratto di collina vicino alla Caldana ha cominciato ad averli dopo l'alluvione del 1993. Le continue piene e la pressione dell'acqua di scarico delle terme sembra, a giudicare da quello che di può vedere, che abbiano compromesso la stabilità degli argini.  L'altro giorno le tre famiglie, che già da tempo avevano sgomberato i garage le cui pareti sono piene di lesioni e crepe, hanno chiesto l'intervento dei vigili del fuoco. «Ci siamo rivolti a un professionista di nostra fiducia quando abbiamo visto che anche la strada ha avuto un cedimento - spiega Eleonora Menicagli - e poi, anche su suo consiglio, abbiamo chiesto l'intervento dei vigili del fuoco». Come primo passo i pompieri hanno dichiarato inagibili i garage, che sono a pochi metri dalle case delle tre famiglie. Hanno anche preso in considerazione l'idea di suggerire al Comune di chiudere questo tratto di strada al traffico, fatta esclusione per le auto dei residenti. Ora invieranno una relazione al Comune. «Due mesi fa - continuano le Menicagli - quando c'è stata la frana più vistosa, tecnici del Comune e del consorzio sono venuti a verificare. "Prenderemo provvedimenti", hanno detto. Ma noi abbiamo paura, forse se dopo l'alluvione del 1993 fosse stato fatto qualcosa per mettere in sicurezza questo tratto della Caldana oggi le cose sarebbero diverse. Ci auguriamo che gli interventi necessari siano realizzati al più presto».

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