Il Tirreno

Pontedera

Commercio, niente finanziamenti

Giacomo Pelfer
Una veduta del centro di San Miniato
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Una veduta del centro di San Miniato

La Regione non premia i progetti dei Centri naturali del Valdarno

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SAN MINIATO. Niente da fare per i Centri commerciali naturali del Valdarno: la Regione chiude i cordoni della borsa. Restano a bocca asciutta i Ccn della zona che avevano partecipato al bando regionale di finanziamento. Niente contributi per Montopoli (in coda alla graduatoria); niente neppure per San Miniato, che aveva partecipato al bando con buone speranze, forte di quell'unità raggiunta (a fatica) tra i Ccn di San Miniato, San Miniato Basso e Ponte e Egola, riuniti nella rete "Negozio Comune".  E pensare che un anno fa i commercianti di San Miniato Basso, da soli, erano riusciti ad ottenere il finanziamento. «Colpa dei tagli regionali - spiega Domenico Ragone, presidente di "Negozio Comune" e referente comunale di Confesercenti - nel 2009 la Regione mise a disposizione 750mila euro, nel 2010 le risorse si sono ridotte a 395mila, distribuite ad appena 15 Ccn in tutta la regione». Sul podio di quest'anno salgono, nell'ordine, i centri di Montecatini, Pistoia e Colle Val d'Elsa. San Miniato si colloca invece al terzo posto nell'elenco degli scontenti (diciottesima su 38), ma comunque in vantaggio su realtà di tutto rispetto come Pisa e Pontedera. Per partecipare al bando era necessario presentare un progetto di promozione commerciale che valesse almeno 30mila euro d'investimento, di cui la Regione avrebbe poi coperto poco meno del 50%.  I Ccn di San Miniato, con l'ausilio di Confesercenti per le frazioni e Confcommercio per il centro storico, avevano in tasca un piano da 32 mila euro. «Un progetto di promozione a 360 gradi - dice Ragone - finalizzato ad una maggiore visibilità del territorio e del suo tessuto commerciale, attraverso campagne pubblicitarie mirate, eventi, festività di zona e l'introduzione del sistema delle fidelity card. Non fosse stato per i tagli, credo che non avremmo avuto problemi».  Secondo Renzo Bartoli di Confcommercio, invece, era forse possibile inventarsi un progetto migliore: «Sia chiaro, lo abbiamo condiviso anche noi - precisa - ma si poteva forse azzardare un po' di più, puntando sul turismo e sull'accoglienza. Si poteva sfruttare la via Francigena, ad esempio, come hanno fatto alcuni dei Ccn che hanno vinto il finanziamento. Di soldi ce ne sono sempre meno: per stare al passo occorre inventarsi qualcosa di nuovo».  Nonostante il mezzo flop del 2010, infatti, l'unità dei tre Ccn non si discute. «Il progetto sarà realizzato comunque, a prescindere dal bando - afferma Domenico Ragone - il contributo regionale sarebbe stato solo un valore aggiunto. I commercianti porteranno avanti le iniziative come previsto». In aiuto dei tre Ccn sanminiatesi potrebbe però arrivare il soccorso economico della Camera di Commercio: la Confesercenti ha infatti presentato richiesta per un contributo da 10mila euro, già all'attenzione della giunta camerale. «In tal caso - conclude Ragone - il contributo sarebbe redistribuito ai tre Ccn secondo le percentuali stabilite nel progetto».

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