Il Tirreno

Pontedera

Il tesoretto per chiese e circoli

Paola Silvi
Anche quest’anno il Comune ha deciso come ripartire parte degli oneri di urbanizzazione
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Anche quest’anno il Comune ha deciso come ripartire parte degli oneri di urbanizzazione

È di 240mila euro, deriva dagli oneri di urbanizzazione

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  PONTEDERA. Duecentoquarantamila euro. Tanto vale la torta dei finanziamenti che il Comune ha messo a disposizione per i circoli e gli edifici religiosi. Si tratta del 17% degli oneri incassati da Palazzo Stefanelli per le opere di urbanizzazione. Soldi versati da chi costruisce destinati a realizzare o riqualificare opere di pubblico interesse.  A prevedere che il 17% del totale degli oneri di urbanizzazione siano versati a Chiese e a centri civili e sociali è una deliberazione del consiglio regionale, che non obbliga i comuni ma indica come dovrebbero agire, quali linee seguire.  Pontedera ha scelto di suddividere la percentuale affidando agli edifici per servizi religiosi il 9% dei contributi e ai circoli l'8%.  L'amministrazione riconosce così il valore sociale e aggregativo di questi enti e si impegna a sostenerne l'attività. «In generale - spiega l'assessore Matteo Franconi - le parrocchie e i circoli utilizzano questi fondi per interventi di ristrutturazione, restauro o ampliamento delle strutture di loro proprietà o che comunque gestiscono». Distinzione quest'ultima fondamentale fino a quest'anno per utilizzare il tesoretto.  «Tradizionalmente - continua Franconi - per fare un esempio, il gruppo sportivo poteva accedere ai contributi solo se decideva di edificare qualcosa in proprio. Con la modifica del regolamento apportata nel 2010 possono chiedere aiuti economici anche se il loro progetto consiste nella risistemazione di un impianto comunale. In altri termini, se una volta il compenso finale era conteggiato in maniera proporzionale in base al valore complessivo dell'intervento, da quest'anno abbiamo fissato un tetto massimo». Ogni circolo, quale che sia il progetto che intende sostenere, non può superare la cifra dei 50mila euro. «Per le parrocchie invece - specifica l'assessore - non sussiste quota da non oltrepassare». Di fatto, le richieste dell'associazionismo laico sono sempre più numerose di quello religioso. E i singoli finanziamenti sono, in media, di dimensioni considerevolmente più piccoli rispetto alle richieste presentate. Le chiese invece sembrano poter contare su un maggior coordinamento interno, presentando pochi ma condivisi piani di sostegno. «Non abbiamo ancora finito di stilare l'elenco dei beneficiari dei contributi - entra nel merito Franconi - ma sappiamo, per esperienza pregressa, che i 127mila euro circa che andranno alla Chiesa non subiranno un'eccessiva frammentazione».

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