Il Tirreno

Pontedera

"Attento a cosa fai". Nuove minacce al baby politico del Pd

Francesca Suggi
Jonni Guarguaglini, il giovane segretario Pd
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Jonni Guarguaglini, il giovane segretario Pd

Jonni, 19 anni, segretario del Partito democratico, riceve lettere anonime intimidatorie

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VOLTERRA. Tre pugni nello stomaco fatti di inchiostro e minacce. L'ultimo una settimana fa. Per la terza volta in poco tempo ha ricevuto una letteraccia zeppa di offese, lasciata alla sua auto, fuori dal liceo classico di Volterra. Parole vigliacche a un diciannovenne acqua e sapone che esce da scuola, e si prepara al suo pomeriggio al circolo Pd di Villamagna dove è segretario.

Perché "il partigiano Jonni", come lo chiamano gli amici, la sua attività politica la fa a viso aperto, ormai da 3 anni. Perché Jonni Guarguaglini, a quei valori raccontati dal libro di Fenoglio, ci crede davvero. Lui che fa «politica perché sente le formiche nelle vene». «Questi gesti mi stanno togliendo un po' di tranquillità, ma allo stesso tempo mi riempiono di tale disgusto che l'unica cosa che mi sento di contrapporre è fare ancora di più e meglio»; mentre parla, il baby leader del Partito democratico torna a stropicciare quelle carte pesanti come macigni.

«Attento a cosa farai, cosa dirai, dove andrai... fermati e fai un passo indietro, prima che qualcuno ti rovini il sorriso»: intimidazioni sprezzanti, barbare. Di matrice politica.
Forse si cerca di ostacolare la battaglia del giovane militante contro la discarica di rifiuti che dovrebbe sorgere a Villamagna. Una delle ultime iniziative prese da Jonni è stata quella di promuovere un incontro pubblico per la cancellazione del sito tra quelli indicati dalla Regione. Un'assemblea particolarmente affollata a cui ha partecipato anche il comitato anti-discarica del paese.

Qualcuno pensa alla storia di quella frazione, ex fortino rosso che alle ultime elezioni ha voltato le spalle al centrosinistra. Nel circolo, oggi, Jonni sta cercando di lanciare il riscatto. E magari non tutti apprezzano. Insomma, la lista dei "se" è lunga e i carabinieri stanno vagliando tutte le opzioni per inchiodare la mano anonima.

Intanto Jonni è sempre più circondato dalla solidarietà di tutti. Politici, sindaci, amici di sempre, compagni di scuola, prof. Lo sdegno è grande, ma più forte è il calore che arriva in primis dalla famiglia. «I miei genitori sono fuori dalla politica, sono preoccupati ma continuano a sostenermi». Mentre parla Jonni, sorseggia il suo Estathè. «Sono un consumatore incallito», sdrammatizza un po'. Davanti, sulla scrivania, c'è il libro di storia che attende, alle pagine che parlano della Resistenza, le sue preferite: gli esami di maturità sono alle porte.

«Ammiro chi ha lottato per parlare oggi di libertà» e mostra con orgoglio la sua tessera dell'Anpi che si aggiunge ai "distintivi" di Arci e Pd. In bella vista c'è pure la foto con Rita Borsellino e Don Ciotti che ha conosciuto a Palermo, dove ha inaugurato un centro giovani ricavato all'interno di una palazzina che era di proprietà della famiglia Riina.

E' un ragazzo come tanti Jonni, più di altri ha una passione che spesso lo ha portato in piazza a fare battaglie sociali. Un coinvolgimento che troppo spesso appare sopito oggi tra i suoi coetanei. «E' vero, tanti ragazzi della mia età sembrano aver perso la voglia di ragionare con la propria testa e di lottare, ma la mia generazione rappresenta l'unica speranza. Nessuno, invece, dovrà mai assuefarsi a questi atti che reputo mafiosi».

Il giovane militante, che, anche per queste feste di Natale, era insieme ai volontari della Croce Rossa a far compagnia ai "nonni" della casa di riposo, scorre ancora quelle letteracce. Si ferma a "smetti di durare fatica inutile, lascia agli altri scrivere... non ti immischiare nelle cose che non ti competono". Scuote la testa. Pensare che questo capita a lui che per la Regione rappresenta i Giovani Democratici per legalità e antimafia. «Avevo assunto lo stesso incarico a livello provinciale ma mi sono dimesso per concentrarmi sull'attività locale».

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di Redazione web