Sicurezza
Va in coma mentre gli fanno la tac
Sabrina Chiellini
I parenti di un pensionato accusano: «Il pronto soccorso ha sottovalutato»
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PONTEDERA. Una caduta accidentale da un gradino esterno della chiesa di Peccioli, sotto il campanile di San Verano. Non sembrava niente di grave. Giordano Grilli, 85 anni, di Peccioli, si era alzato, aiutato dai compaesani e poi soccorso da un'ambulanza inviata dal 118. Ma con il passare delle ore l'incidente, avvenuto domenica mattina alle 11.30, si è trasformato in tragedia. Grilli lotta tra la vita e la morte. E i familiari ritengono che non sia stato fatto tutto il necessario per assicurare al pensionato le cure di cui aveva bisogno. «Mio nonno ha detto fin dall'inizio - spiega un nipote, Manuele Crecchi - che da tempo sta assumendo un farmaco anticoaugulante, per lui quindi è più facile avere emorragie. È stato trasportato al pronto soccorso di Pontedera dove è rimasto in attesa per alcune ore. La situazione non è stata considerata grave, ha avuto un codice verde. Alle 17, mentre era in attesa della seconda Tac alla testa, è svenuto ed è entrato in coma». A quel punto i medici del Lotti hanno deciso di trasferire il paziente all'ospedale Santa Chiara di Pisa. «Ma non si sono informati tra un reparto e l'altro - aggiunge il nipote - e così quando siamo arrivati a Pisa alle 19 abbiamo perso un'altra ora di tempo per poi capire che mio nonno aveva un grave trauma cranico e che il sangue, non coagulando come necessario, aveva formato un grosso grumo nel cervello». I familiari di Grilli spiegano di aver deciso di rendere pubblica la situazione per «senso di civilità, perché quanto avvenuto al pensionato non si ripeta». «Noi non cerchiamo soldi, ci tengo a precisarlo - aggiunge Crecchi - ma siamo convinti che se al pronto soccorso gli fossero stati somministrati farmaci per tenere sotto controllo la coaugulazione probabilmente la situazione non sarebbe degenerata fino a questo punto, anche se ci rendiamo conto che la situazione è stata complicata anche dall'età. Siamo così convinti che si potesse fare meglio che speriamo che l'Asl intervenga, faccia gli accertamenti necessari e corregga i protocolli. Noi pensiamo che la situazione sia stata sottovalutata. In neurochirurgia a Pisa ci hanno spiegato che in presenza di un trauma cranico al paziente che assume anticoaugulanti deve essere somministrato un farmaco che "neutralizza" gli effetti del primo, anche se gli effetti non sono immediati. Ma a mio nonno - continua Crecchi - non è stata data alcuna terapia. Quello che è ora è successo a una persona di 85 anni, domani può accadere a un altro cittadino, magari a un giovane, anche se ogni età merita lo stesso rispetto». Alla fine, sono passate quasi otto ore «prima che fosse iniziata la terapia per agire sugli anticoagulanti». L'Asl 5 di Pisa a cui ci siamo rivolti per chiedere spiegazioni sulla vicenda ritiene che il pensionato abbia avuto le cure necessarie e che i tempi nei soccorsi del Lotti siano stati rispettati. Ovviamente, i familiari, se non saranno coinvinti delle spiegazioni dell'Azienda sanitaria locale, potranno presentare un esposto e chiedere che sia fatta luce su quanto avvenuto al pronto soccorso del Lotti.
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