Il Tirreno

Pontedera

Saldi troppo in anticipo

Paola Silvi
Prendono il via domani gli sconti nei negozi
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Prendono il via domani gli sconti nei negozi

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PONTEDERA. Si apre domani la stagione dei saldi invernali con le occasioni tanto attese dagli amanti dello shopping. Che, portafogli alla mano, sperano di potersi rifare dei desideri rimasti insoddisfatti, dopo un anno di crisi che ha reso i consumatori più restii a spendere. Per i commercianti, invece, la situazione è più complessa.

Da una parte i saldi sono un'opportunità per sanare il bilancio di un inverno difficile, ma dall'altra c'è la consapevolezza che «il calo delle vendite non si risolve con gli sconti». La voce che si alza unanime dai negozi cittadini è critica nei confronti di una data "dannosamente precoce". «È troppo presto per effettuare sconti. Siamo ancora nel pieno della stagione invernale, perché cominciare già a svendere? Le vendite si fermano a ridosso del Natale, perché sarebbe stupido, oltre che anti-economico, fare acquisti a pochi giorni dai saldi. Allora si aspetta e si rimandano le compere».  Addirittura, secondo i commercianti pontederesi, le svendite inserite dalla Befana in poi hanno cambiato le abitudini dei consumatori, che preferiscono posticipare il rito dei doni. «Ed è una posizione - aggiungono Francesca ed Elisa di "Latte e menta" - più che comprensibile. Basta aspettare solo pochi giorni per avere lo sconto. Noi partiremo subito con il 50% e riapriremo l'outlet dove tutto, dai vestiti alle scarpe, costerà 19 euro».  Senza contare l'imbarazzo e il disagio degli stessi commercianti. «È spiacevole - rincara la dose Ilaria, proprietaria di Sofì - rispondere negativamente ai clienti che chiedono, prima dei saldi effettivi, lo sconto che andremo a fare di lì a poco. Così, ma solo per i più affezionati, abbassiamo il listino di vendita prima della data stabilita. Una sorta di riconoscimento».  Sarà corsa ai saldi, allora? A giudicare dalle sensazioni degli addetti ai lavori, sembra che le fatidiche promozioni saranno accolte in maniera tiepida.

«È finito il periodo in cui la gente - spiega Serena di "Maria Lauretta" - comprava per soddisfare una voglia o una tentazione. Oggi chi acquista lo fa per necessità, spinto dal bisogno». Dello stesso parere anche i titolari dello storico negozio "Mannucci", sulla cresta dell'onda dello shopping dagli anni Settanta. «Nel periodo natalizio le vendite non sono andate male - dicono i titolari - abbiamo ritrovato i nostri clienti. Ma è la spesa pro-capite che cala. Prima i giovani spendevano 70 euro per un paio di jeans, ora 40. Così come è diminuito il budget a disposizione per i regali».  Niente di entusiasmante, dunque, per il futuro, nonostante l'impegno profuso dai commercianti già alle prese con l'allestimento delle nuove vetrine arricchite dai classici cartelli rossi che richiamano la corsa all'affare. Basta fare una passeggiata in centro per sbirciare manichini nudi pronti ad indossare il capo di abbigliamento in promozione, manifesti che urlano il 50% di ribasso e slogan accattivanti.  «Ci sarà il pienone nei primi giorni - preannunciano - poi l'afflusso tornerà normale». Tutti però, memori del fine settimana perso a causa della neve, confidano in previsioni meteo più miti «che invoglino il flusso di clientela ad uscire e a curiosare».

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