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Premiato nel paese di Coppi
Luciano Gianfranceschi
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Renato Fogli, ex calciatore, premiato a Castellania, in Piemonte Fogli incoronato "Grande amico del ciclismo"
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SANTA MARIA A MONTE. Ha vinto il campionato con il Bologna, la coppa dei Campioni e quella intercontinentale con il Milan, ha indossato l'azzurro della Nazionale. «Ma di essere premiato, a 73 anni, dall'Associazione piemontese corridori quale "Grande amico del ciclismo", nel paese di Coppi, a Castellanìa, non me lo sarei mai immaginato», racconta, ancora emozionato, Romano Fogli, il grande ed elegante centrocampista che ha giocato al calcio per vent'anni da professionista. E mostra un trofeo, che rinverdisce quelli del gran calcio agonistico. Castellanìa, come ben sanno gli sportivi, è il paese natìo di Fausto Coppi. L'anno scorso era la ricorrenza di 50 anni dalla morte di Coppi, che intervenisse tanta gente sembrò ovvio. Ma anche quest'anno c'erano tantissimi sportivi, anche giovani: più di un migliaio, tra i quali il figlio di Bartali, Andrea, e ovviamente i "figliastri" di Coppi, Marina e Faustino. «Io ho conosciuto Coppi, ma ho sempre tifato Bartali - riprende Fogli -. Forse per campanilismo toscano ero bartaliano, però non ho mai conosciuto Ginettaccio. Invece incontrai Coppi, quando ero giovane e militavo nel Torino, allorché venne a trovare la prima squadra, di cui il futuro Campionissimo era tifoso, e noi giovani gli fummo presentati uno per uno. Ricordo la circostanza come fosse ieri». Poi, Fogli aggiunge: «Questo 2011 sarà l'anno di Serse Coppi, lo sfortunato fratello di Fausto. Morì il 29 giugno del 1951, sessant'anni fa, dopo una caduta al giro del Piemonte. Non sembrava niente di grave, finì la corsa, ma poi perse la conoscenza e la vita. Ho ascoltato, domenica scorsa visitando il mausoleo dove i fratelli Coppi riposano insieme per sempre, anche un aneddoto significativo dello sport. Fausto chiese a Gino Bartali, il suo avversario in tante corse, di stare accanto a mamma Angiolina mentre si svolgeva il funerale. Coppi era più giovane, era il successore di Bartali, ma quando scendevano di bicicletta erano colleghi». Quindi prosegue: «Anche nel calcio, quello dei miei tempi, era così. Rapporti di amicizia con Bulgarelli che non era ancora sposato. Rapporti umani, specialmente il lunedì quando si andava a mangiare in trattoria con la famiglia. E anche nel ciclismo c'erano frequentazioni simili». Fa una riflessione interiore, Romano Fogli, poi conclude: «Anche ai piccoli calciatori che alleno, ai quali insegno i rudimenti del gioco del pallone, comincio dal rispetto per l'avversario, oltre che per i compagni. La società è l'Asd Santa Maria a Monte, che fa la seconda categoria. Se si parte bene dal basso, si arriva anche in alto». E a questo punto Fogli fa un'analogia con il ciclismo. «Se si va a Castellanìa, si capisce perché Fausto Coppi è diventato uno scalatore ciclista. Andava a lavorare a Novi Ligure, in bicicletta: la strada era in salita, e anche sterrata. Si è formato da ragazzo su quelle pendenze. Per forza poi, al Giro d'Italia e al Tour de France, appena il percorso diventava ripido scattava e andava a vincere...».
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