Attenzione
Bocciata la lotta ai piccioni
Il Tar ha annullato l'ordinanza ammazza-volatili emessa dal Comune che pagherà le spese legali
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PONTEDERA. Il Tar della Toscana ha dato ragione alla Lega anti-vivisezione che due anni fa aveva presentato un ricorso per "impallinare" l'ordinanza anti-piccioni emessa dall'allora sindaco di Pontedera Paolo Marconcini. Secondo gli animalisti (il ricorso aveva il sostegno anche della Dav), la lotta ai piccioni che invadono i centri storici e danneggiano le coltivazioni ha bisogno di nuove strategie e non può limitarsi alle ordinanze di abbattimento. Come primo passo il Tar della Toscana aveva sospeso gli effetti dell'ordinanza ammazza-piccioni. E così è rimasta. Solo ora il Tar è entrato nel merito dell'ordinanza accogliendo il ricorso dell'associazione animalista. Finora in Valdera l'unica amministrazione comunale che ha pensato a qualcosa di diverso, in fatto di contenimento dei piccioni, è stata quella di Peccioli che sta sperimentando interventi per allontanare i fastidiosi volatili dai centri abitati. Il Tar ha quindi annullato l'ordinanza e ha condannato il Comune di Pontedera al rimborso delle spese processuali, calcolate in duemila euro. Secondo il Tar, l'ordinanza non è giustificata: non è dimostrato lo stato di eccezionale e imprevedibile pericolo tale da richiedere provvedimenti particolari come può essere l'abbattimento. Di regola il controllo degli animali dovrebbe essere esercitato con metodi ecologici e l'adozione di eventuali piani di abbattimento dovrebbe essere preceduta dalla verifica negativa, ad opera dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, circa l'efficacia dei metodi incruenti. Infine l'ordinanza non ha convinto il tribunale amministrativo in quanto, per come è stata disposta, sembrerebbe autorizzare l'uso del fucile nelle zone esterne all'abitato, in cui, tuttavia, non c'è rischio sanitario per la popolazione. Ordinanza illegittima, dunque. Non potrà essere riproposta. I Comuni non potranno continuare a fingere che il problema dei piccioni non esista. A Pontedera, per esempio, basta fare una passeggiata in piazza Cavour e vedere quanti escrementi ci sono sui marciapiedi e sulle finestre dei palazzi. S.C.
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