Sicurezza
Pensavano ad un incidente, erano in carcere
Famiglie preoccupate, nessuno le aveva avvertite degli arresti dei loro figli
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CASCINA. «Sono molto preoccupata per mio figlio, non è tornato a casa e non risponde al cellulare...». Alcuni genitori degli undici arrestati in Campania dove erano andati per trascorrere il Capodanno e, soprattutto, per acquistare e utilizzare droga, hanno saputo quasi per caso che i figli erano in carcere. Nessuno, infatti, ha chiesto di telefonare a casa. E tra i familiari c'è infatti chi si è rivolto alle caserme dei carabinieri del paese in cerca di notizie dei propri "ragazzi", temendo che avessero avuto un incidente. Nessuno immaginava che invece, nel frattempo, erano stati arrestati e che si trovavano in carcere in un bel guaio. Alcune telefonate sono servite a chiarire la situazione e poco dopo la notizia degli undici arresti è stata "passata" dai tg nazionali. Nel Cascinese, dove vive la maggior parte degli indagati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, anche chi non sapeva degli arresti, quando ha sentito parlarne, non ha avuto difficoltà a collegare il gruppetto di amici (alcuni frequentano un circolo a Casciavola), partiti proprio per Napoli dove avevano deciso di trascorrere la notte di San Silvestro e il fine settimana. I protagonisti della movimentata gita in Campania, del resto, avevano parlato sia a Caprona, dove abita uno degli arrestati, che a Casciavola del loro tour di Capodanno. Festeggiamenti organizzati in grande stile per salutare l'arrivo dell'anno nuovo. Anche se molti tra gli inguaiati sono persone con redditi modesti, operai e disoccupati, oltre ad alcuni artigiani e commercianti. C'è un tappezziere di Pontedera, un figlio di commercianti di Lari, due baristi di Caprona e Navacchio, un idraulico di Casciavola. I carabinieri hanno trovato agli amici pisani crack, cocaina, ma anche foto scattate per immortalare il momento in cui la droga veniva utilizzata. Il tutto nella cornice di due alberghi di lusso di Napoli. Il loro Capodanno napoletano lo hanno trascorso tra acquisti nelle piazze dello spaccio e poi in camera a "consumare". Ma devono aver commesso qualche leggerezza di troppo, al punto di essere stati notati, forse per i loro atteggiamenti sopra le righe. In sei sono stati notati dai carabinieri mentre a bordo di un taxi Fiat Ulisse si aggiravano tra le cosiddette "case celesti" di Secondigliano dove si erano recati per acquistare droga. Alla vista dei militari hanno cercato di fuggire: bloccati, sono stati trovati in possesso di 40 grammi circa di coca e crack; droga che avevano cercato di lanciare dal finestrino dell'automobile. Nel corso di successivi accertamenti, anche analizzando le prenotazioni on line nei due alberghi, si è risaliti agli altri componenti della comitiva. Ora il gruppo si trova nelle carceri di Poggioreale e Pozzuoli. Gli arresti dovranno essere convalidati nelle prossime ore. Le undici persone arrestate sono residenti nei comuni di Cascina (Papaleo abita nelle case popolari di San Frediano, altri a Navacchio e Casciavola), Vicopisano, Pontedera, Calcianaia e nel comune di Lari. Tra loro ci sono quattro donne, una è la più giovane del gruppo (22 anni) e una, quella con l'età maggiore (43 anni), è conosciuta a Calcinaia dove abita con i figli. In manette sono finite anche persone che già hanno avuto problemi di droga e che hanno precedenti specifici. Invece i più giovani è la prima volta che si trovano nei guai. S.C. Servizio a pag. 3
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