Il Tirreno

Pontedera

Nei bilanci il diario della crisi il prezzo per le aziende pisane è pari a un quinto degli utili

Nei bilanci il diario della crisi il prezzo per le aziende pisane è pari a un quinto degli utili

L'analisi della Camera di commercio su oltre 6mila aziende conferma i duri contraccolpi subiti dall'economia locale

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Un quinto degli utili per pagare il conto della crisi. È il dato che emerge dall'analisi economico-finanziaria delle società di capitali con sede in provicnia di Pisa condotta dalla Camera di commercio. «Una conferma concreta dei duri contraccolpi subiti dall'economia pisana nel corso del 2009 che hanno fatto registrare una decisa riduzione del capitale investito, del fatturato e del risultato d'esercizio delle società», affermano gli analisti.  I dati di bilancio sono una sorta di diario della crisi. Lo studio, infatti, ha preso in esame un campione di 6.275 bilanci 2009, depositati al Registro delle imprese e presenti nella banca dati Infocamere BeXt aggiornata al 1º ottobre 2010. «Niente di nuovo rispetto ai risultati delle analisi congiunturali condotte periodicamente», sottolineano in Camera di commercio. In particolare, il risultato di esercizio delle società di capitali pisane assume nel 2009 segno negativo in tutte le fasce dimensionali d'impresa, con l'unica eccezione delle medio-grandi unità (5-10 milioni di euro di fatturato). All'interno del generalizzato peggioramento del risultato complessivo d'esercizio (-20% circa rispetto all'anno precedente), in posizione relativamente migliore si trovano le imprese di minore dimensione (-10% circa) mentre destano preoccupazione le riduzioni delle grandi (-24% circa) e delle medio-grandi imprese (-30% circa).  Il 2009 ha registrato, inoltre, una riduzione significativa del ricorso al credito bancario classico, soprattutto per le imprese di minori dimensioni. «Un fenomeno che è da imputare non solo alla riduzione dell'attività, ma anche a una maggiore difficoltà di accesso al credito dovuta a una più severa selezione praticata dalle banche».  Il minor ricorso all'indebitamento bancario risulta controbilanciato da un uso più intenso, anche se non generalizzato, del credito di fornitura, che trasferisce le problematiche finanziarie aziendali sulle controparti commerciali, e quindi sul sistema economico nel suo complesso.  Una nota in positivo. «La riduzione del fatturato e del capitale investito si osserva in misura più accentuata nel manifatturiero, con le imprese pisane che, tuttavia, sembrano aver "retto meglio" rispetto alle omologhe toscane- concludono gli analisti -. Ma si evidenzia il trasferimento delle criticità sui fornitori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web