Sicurezza
Il taxi amico rischia di stare fermo
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Aurelio Lupi, presidente Asha Mancano i soldi per gestire il servizio, appello alle aziende: aiutateci
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PONTEDERA. Una telefonata e la Renault Kangoo arriva sotto casa. Il motore resta acceso e via verso la destinazione indicata. Qualche minuto nel traffico cittadino o una gita fuori porta, magari un comune vicino. Il taxi amico compie così il suo dovere. Accompagna un disabile o un anziano a una visita medica, dal parrucchiere, alla messa. Un servizio di trasporto personalizzato, un sostegno per tutte quelle persone che non possono spostarsi da sole. Un via-vai gestito da Asha che rischia di non poter più garantire le sue corse. Ed è uno dei primi effetti di quei pesanti tagli al sociale preannunciati per il 2011. A lanciare il grido d'allarme Aurelio Lupi, socio fondatore dell'associazione. «Il taxi amico vive di contributi e finanziamenti volontari. La Sds appoggia il progetto e ha garantito economicamente la realizzazione. Purtroppo - spiega Aurelio - col nuovo anno è prevista una forte decurtazione. Come faremo a sostenere l'offerta con la metà delle risorse? Senza contare che il numero delle richieste in 12 mesi è triplicato». Agli albori del servizio, nel 2009, il mezzo effettuava all'incirca 1.200 trasporti all'anno. Nel 2010 la cifra si è raddoppiata e per il 2011 ci sono già aspettative che superano i 3mila tragitti. Un rompicapo che non trova soluzioni immediate. Un paradosso che Aurelio vuol condividere con il resto della città. «Mi rivolgo ai cittadini di buon cuore perché ci aiutino a portare avanti l'opera, perché ci appoggino nel nostro sforzo di non lasciare solo chi ha davvero bisogno di attenzione». Da parte sua Asha ha pensato di aumentare la quota associativa «ma non possiamo coprire tutti i costi», aggiunge Aurelio. Anche l'assessore al sociale Matteo Franconi si schiera al loro fianco. «Stiamo combattendo una battaglia che non dipende da noi ma a cui dobbiamo comunque far fronte. L'Asha potrà contare all'incirca su 8mila euro in meno». Così se l'amministrazione cerca di salvare il salvabile, la coperta è sempre più corta. «Vorrei rinnovare l'appello di Aurelio - continua Franconi - e allargarlo alle aziende del territorio». Ma per l'Associazione Sportiva Handicappati piove sul bagnato. Non solo dovrà vedersela con una diminuzione di risorse ma dovrà trovare anche un nuovo tendone per gli orti che crescono di fronte allo Sporting Club, poco più in là del centro commerciale Le Botteghe. «La neve del 17 dicembre - racconta ancora Aurelio - ha distrutto la tecnostruttura vicino ai nostri campi ed ora dovremo cercare di risolvere anche questo problema. Ma, in confronto alla questione del taxi amico, è una difficoltà assai meno urgente». Di fatto, in inverno, le coltivazioni possono aspettare. «Alle persone invalide non me la sento invece di chiedere la stessa pazienza», conclude con amarezza Aurelio. P.S.
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