Il dolore
«Di quest'anno? Vorrei buttare...»
Paola Silvi
Dal progetto non realizzato all'immobilismo creato dal patto di stabilità
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L'anno dei tagli governativi, delle proteste scolastiche e amministrative. Oppure l'anno della grande svolta nelle liste d'attesa con la creazione di nuove sezioni per le materne e lo sviluppo delle energie rinnovabili. O ancora l'anno della crisi con i posti di lavoro che diminuiscono e le necessità sociali che aumentano. Per cosa ricorderemo il 2010? Il vecchio anno va in soffitta e il nuovo è alle porte. Ecco l'occasione per tracciare i primi bilanci sugli ultimi 12 mesi. Ai sindaci la possibilità di scegliere. In bilico tra momenti felici, obiettivi raggiunti ma anche criticità. «Che a volte - entra subito nel merito il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi - si traducono in una mancanza di coraggio per catapultarsi in una nuova fase. Cancellerei volentieri la tristezza generale che ci ha travolti e imprimerei bene nella memoria la passione con la quale abbiamo portato a termine le iniziative rivolte alla prima infanzia». Bambini al centro dei pensieri anche del primo cittadino di Bientina, Corrado Guidi che salva dall'oblio del futuro la raccolta porta a porta e la scuola comunale nuova di zecca che accoglie 38 piccoli alunni di 3 anni. «Giù invece i disagi provocati dalla neve di queste settimane». Tutti d'accordo nell'eliminare le incertezze legate alle finanze che a Castelfranco hanno bloccato gli interventi previsti per la viabilità e a S. Maria a Monte contribuito a generare «una politica fatta di urla - sentenzia David Turini - e non di proposte alternative». Alberto Falchi invece avrebbe voluto riqualificare la viabilità tra San Gervasio e La Rotta, risistemare il centro di Montefoscoli e risolvere le frane che isolano Toiano. Ma dopo il buio la luce. E Umberto Malvogli vede di buon occhio «la sistemazione del personale comunale con 8 uffici portati a regime e l'inaugurazione prevista per il nuovo teatro di Castelfranco» mentre Turini elogia «il piano di insediamento produttivo di Ponticelli e la nascita della terza farmacia». Il sindaco di Palaia si tiene invece «l'impegno dimostrato soprattutto - conclude Falchi - dalle associazioni di volontariato». Filippo Fatticcioni sindaco di Capannoli e presidente dell'Unione non può che salvare lo stretto rapporto che si è creato tra gli enti della Valdera. «Quello personale - dice - e quello istituzionale che ha coinvolto l'intero territorio. Boccio l'immobilismo a cui ci ha costretti il patto di stabilità. Avrei voluto una nuova scuola e una pista ciclabile». Piani rimasti nel cassetto. Tempi migliori aspettano a Santa Croce dove il primo cittadino Osvaldo Ciaponi non esita a definire "orribile" l'anno che sta per concludersi. «Avevamo promesso opere pubbliche e non abbiamo potuto mantenere la parola data. Non dimentico però la determinazione della mia giunta che ci ha permesso di resistere nonostante lo stallo economico. Voglio ricordare la certificazione Emas ottenuta dal distretto conciario che testimonia gli obiettivi di prestigio conquistati dal settore e l'Italian America Conference, dedicata alla riflessione su una società improntata ai valori della democrazia». Un 2011 lontano dall'egoismo se lo auspica Ivan Mencacci, primo cittadino di Lari. «Spero poi - aggiunge - in un recupero della serenità e porto nel cuore il Consiglio dei Ragazzi che si è incontrato, ha discusso e illuminato noi adulti». Momenti felici che si concentrano sul parco eolico e sul Teatro del Silenzio per Fabio Tedeschi, sindaco di Lajatico, e sul percorso faticoso ma ricco di risultati verso la super lavanderia della Sogesi Spa da 100 posti di lavoro per Alessandro Cicarelli, alla guida di Ponsacco. «Conservo con soddisfazione, in tema di sviluppo, anche la variante allo strumento urbanistico. Bollo come negativo - conclude - l'esplosione delle problematiche sociali, l'impennata degli sfratti abitativi e il ridimensionamento del ruolo degli enti locali». Per Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, da salvare, è l'intero territorio: «con l'innovazione e la ricerca - dice - vogliamo essere pronti per la ripresa dell'economia». E da gettare? «Le difficoltà che la politica nazionale crea agli enti locali - spiega - Siamo la prima interfaccia per i cittadini. Quelli a cui si rivolgono per primi».
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