Il dolore
Barattoli di plastica contaminata
Sabrina Chiellini
◗
Una pattuglia della Finanza vicino a un cumulo di rifiuti (foto di repertorio) Stroncato un traffico di rifiuti pericolosi: denunciati 7 imprenditori
3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Gestivano in maniera illecita rifiuti pericolosi che arrivavano dalle concerie. In sette sono stati denunciati dalla guardia di finanza di Pontedera che ha effettuato alcuni sequestri, bloccando un camion che trasportava i rifiuti "proibiti" da cui poi ha preso nome l'operazione che ha interessato le zone di San Miniato, Cerreto Guidi, Fucecchio, Bientina e Buti. Un traffico illecito che interessa non solo la provincia di Pisa ma anche quella di Firenze e che è stato bloccato grazie alla collaborazione delle Arpat di Pisa e Empoli e della Provincia di Pisa. Grazie a questo complesso giro sarebbero stati prodotti recipienti in plastica "contaminati" ma finiti ugualmente in vendita. In seguito a controlli sul territorio, da cui erano emersi sospetti sulla probabile irregolarità nella gestione dei rifiuti provenienti da aziende del settore conciario, la Finanza di Pontedera ha effettuato dieci perquisizioni sia all'interno di concerie del comprensorio del Cuoio che in aziende autorizzate al recupero di materiale plastico, situate in Valdera. Altre dodici perquisizioni hanno interessato abitazioni e studi commerciali che si trovano in provincia di Pisa, Firenze, Pistoia e Fermo. Durante i controlli è stato sequestrato un terreno ad uso seminativo dell'estensione di 10.500 mq su cui erano stati scaricati oltre 120 tonnellate di rifiuti pericolosi (anche questi sequestrati). Sigilli a locali usati come magazzini, per un totale di circa 700 mq, ubicati all'interno delle varie aziende perquisite nonché di circa 30 tonnellate di rifiuti pericolosi ivi rinvenuti. Così come è stato posto sotto sequestro un autoarticolato Iveco, bloccato dai finanzieri mentre il conducente scaricava rifiuti, senza le prescritte autorizzazioni, in un'azienda di recupero di materie plastiche. I sette imprenditori finiti nei guai sono stati denunciati per reati che riguardano il deposito, il trasporto incontrollato e la gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi su area non autorizzata. Degli indagati, così come dei beni finiti sotto sequestro, non sono state fornite ulteriori indicazioni, così come richiesto dalla Procura di Pisa che sta ancora indagando sul presunto traffico illecito di rifiuti. La Finanza ritiene di avere scoperto «un vero e proprio traffico illecito di rifiuti pericolosi organizzato da aziende operanti nel settore conciario». Tali imprese, con la compiacenza di alcune società operanti nel settore del recupero e riciclaggio di materie plastiche, avrebbero immesso sul mercato grandi quantitativi di recipienti in plastica contaminati da sostanze chimiche nocive alla salute, in violazione della normativa ambientale. A tutela della sicurezza dei consumatori, è al vaglio degli inquirenti la verifica della destinazione finale della plastica contaminata da sostanze nocive, successivamente triturata e ridotta in scaglie, che potrebbe verosimilmente essere stata venduta come materia prima per la produzione di imballaggi per alimenti, giocattoli o altri manufatti. Su questi materiali messi in vendita e sulla documentazione contabile "prelevata" all'interno delle società finite al centro dell'inchiesta sono in corso ulteriori indagini. In particolare dall'esame della documentazione contabile potranno emergere irregolarità amministrative.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
