Il Tirreno

Pontedera

Tabita, l'attrice cresciuta a Volterra

Paola Silvi
Nella foto sopra Barbara Tabita
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Nella foto sopra Barbara Tabita

Nel film di Neri Parenti l'allieva del Laboratorio di Albertazzi

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 VOLTERRA. Si conferma fucina di grandi artisti il Festival Internazionale del Teatro Romano. «E' Barbara Tabita l'ennesima allieva del mai troppo rimpianto Laboratorio Teatrale Volterrano, diretto e condotto per 6 anni da Giorgio Albertazzi e organizzato dall'associazione Progetto Città, oggi dedita al Festival». Parola di Simone Migliorini, deus ex machina della manifestazione e compagno di scena, agli albori della sua carriera, di Tabita.  «A distanza di 11 anni dalla chiusura della scuola teatrale - aggiunge Migliorini - è significativo ricordare le origini dei grandi attori contemporanei. Soprattutto quando queste coincidono con un percorso che non ha eguali nella storia teatrale nostrana e che ha offerto opportunità speciali a centinaia di allievi legandoli indissolubilmente alla città etrusca».  Tabita che ha studiato al Teatro stabile di Catania, che ha lavorato con Pieraccioni nei film "Ti amo in tutte le lingue del mondo" e in "Io e Marilin", che si è fidanzata con Picone ne "Il 7 e l'8", che ha girato con Salemme, partecipato alla serie del commissario Montalbano e ai "Cesaroni", ha mosso i primi passi a Volterra. «Barbara ha fatto un po' di tutto: dal teatro di prosa alla commedia musicale al cinema, infine canto e televisione. Proprio in questi giorni - continua il direttore del Festival - troneggia sulle locandine cinematografiche di "Natale in Sudafrica", la nuova pellicola di Neri Parenti, a fianco di Massimo Ghini, Christian De Sica, Max Tortora e Belen Rodriguez. Non saranno forse opere di eccelso spessore culturale ma di fatto contribuiscono ad aumentare la popolarità e danno possibilità lavorative».  Da Volterra al successo, insomma. «Tabita - continua senza nascondere un pizzico d'orgoglio Migliorini - fu nella rosa dei prescelti da Albertazzi per la produzione di Borges in Tango». E non a caso il sito dell'attrice, tra un'atmosfera un po' retrò e i particolari del suo volto che scorrono in bianco e nero, si apre con una citazione proprio dello stesso Borges. «La nuova stella del cinema italiano - conclude - è la testimonianza vivente del ruolo che la nostra associazione ha avuto per la promozione, la formazione e la produzione culturale».

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