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Pontedera

Stanco, decide di farsi arrestare

La banca di Bientina rapinata e il vertice della questura di Lucca
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La banca di Bientina rapinata e il vertice della questura di Lucca

Rapinatore pentito, fece un colpo a Bientina

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 LUCCA. «Meglio il carcere che questa vita da disperato». Poi ha abbracciato il poliziotto che lo arrestava, ringraziandolo. Il protagonista di questa storia è Paolo Anfossi 56 anni, rapinatore seriale, già affiliato alla'ndrangheta del Ponente Ligure ed ex collaboratore di giustizia.  Ha deciso di farsi arrestare dal capo della Mobile dottor Virgilio Russo con il quale da tempo aveva instaurato un rapporto di reciproco rispetto, pur nella differenza dei ruoli. La notizia è stata illustrata dal vice questore aggiunto Francesco Di Ruberto, dal capo della Mobile e dal capo della I sezione criminale Roberto Femia.  Anfossi, originario di Sanremo, da anni risiede in Lucchesia. Nel 2007 era stato arrestato dalla polizia: scontata la pena aveva aperto un bar insieme alla sua compagna, ma senza successo. Si era rivolto alla polizia trovando nel dirigente della squadra mobile un interlocutore. E quando da Chiavari ha chiamato il dirigente della Mobile dicendo che voleva confessare alcune rapine e costituirsi, il dottor Russo insieme al responsabile della prima sezione criminale Femia è partito per la cittadina ligure.  Il malvivente non era ricercato, ma ha confessato una rapina messa a segno il 1º dicembre alla filiale della Cassa di Risparmio di Firenze a Bientina. Alla banca bientinese lo avevano descritto, dopo il colpo, come un pensionato. Forse avevano colpito i suoi modi impacciati. Non ricordano particolari gesti di violenza. Forse quello è stato l'ultimo colpo messo a segno.  Il 21 dicembre aveva tentato un colpo in una banca di Lavagna, ma era stato costretto a desistere dalla presenza di una pattuglia della polizia.  Il giorno successivo altro tentativo alla filiale dei Monte dei Paschi di Siena a Chiavari. Anche in questo caso senza successo. In precedenza era andato al Casinò di Nizza e aveva aggredito un giocatore che aveva messo a segno alcune vincite rapinandolo del portafogli e rimediando 1200 euro. Dopo la confessione e un caffè bevuto insieme agli inquirenti è stato trasferito nel carcere di Chiavari dove ha festeggiato il Natale. D.T. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 13

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