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Pontedera

Le concerie appese a un tubo

Giacomo Pelfer
Una veduta dall’alto dell’impianto CuoioDepur
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Una veduta dall’alto dell’impianto CuoioDepur

Gabbanini: «La fognatura industriale è vecchia»

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 PONTE A EGOLA. Una fognatura da rifare, completamente, dopo decenni di scarichi industriali e mancate manutenzioni. Il sindaco Vittorio Gabbanini non nasconde le preoccupazioni dopo l'ennesima rottura di un tratto del collettore principale di Ponte a Egola, la fognatura che convoglia gli scarichi delle concerie verso il depuratore CuoioDepur di San Romano. L'ultima falla, la terza in sei mesi, si è aperta lo scorso giovedì nei pressi dell'area industriale di Pruneta.  Dalla mattinata di venerdì, il primo cittadino ha emesso un'ordinanza per la sospensione immediata degli scarichi, eccezione fatta per le imprese delle zone industriali di Romaiano I e II. Nella giornata di ieri è stato concesso lo scarico temporaneo fino alle 17, grazie all'installazione di una pompa che ha permesso di deviare i reflui reimmettendoli poi nel collettore a valle del punto di rottura. I lavori di riparazione sono proseguiti nel corso della notte. Oggi potrebbe essere revocata l'ordinanza.  «Non è possibile andare avanti così - dice Gabbanini - eravamo già intervenuti ad agosto, poi a ottobre, adesso di nuovo. Ma si romperà ancora, è inevitabile. Stiamo parlando di una fognatura realizzata circa 40 anni fa. All'epoca le concerie scaricavano di tutto, non c'era l'attenzione di oggi». Gabbanini quindi non le manda a dire, e punta il dito contro chi l'ha preceduto: «Non è mai stata fatta manutenzione, bisognava averci pensato 10 o 15 anni fa. Oggi non saremmo in questa situazione».  Secondo il primo cittadino non c'è alternativa al rifacimento della conduttura da Ponte a Egola al depuratore. «Abbiamo calcolato che ci vorrebbe almeno un milione di euro - dice -. Non è per stare sempre a lamentarsi ma il Comune questi soldi non ce l'ha». Gabbanini ha quindi coinvolto anche il governatore regionale Enrico Rossi: «Gli ho telefonato subito. Mi ha chiesto almeno un giorno di tempo per valutare le possibili soluzioni».  I rischi non sono da sottovalutare. «Questa volta siamo stati fortunati - aggiunge Gabbanini -. La rottura è avvenuta in un momento di bassa produttività per le concerie, alcune delle quali sono già chiuse in questi giorni. La falla, inoltre, si è aperta al di sotto di un campo agricolo, permettendoci d'intervenire rapidamente. Non dimentichiamo che si tratta di una fogna industriale, a un certa profondità: abbiamo dovuto scavare un buca di 5 metri per 5. Ma cosa succederebbe se la rottura avvenisse al di sotto di una strada, o sotto il piazzale di una conceria? Rischiamo di dover chiudere le aziende per una o due settimane, con danni enormi per l'economia del distretto. E alla fine la colpa sarebbe del sindaco, come sempre. Invece è giusto che la colpa se la prenda chi ce l'ha».

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