Sicurezza
Addio alla signora della cultura
Veronica Potenza
Chiesa gremita per l'estremo saluto a Marinella Marianelli
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SAN MINIATO. Una gremitissima chiesa di Ponte a Egola è stata teatro ieri dell'ultimo saluto a Marinella Marianelli, poetessa e studiosa spentasi nel suo appartamento il giorno di Natale, in via I Maggio, all'età di 89 anni. È composto e silenzioso il dolore di coloro che hanno preso parte al funerale celebrato dal parroco Don Giovanni Fiaschi. A salutare la "vera signora della cultura e della politica locale", come l'ha definita nel suo intervento il sindaco Vittorio Gabbanini, c'erano proprio tutti: familiari, ex alunni, concittadini, il regista Paolo Taviani, l'artista Mario Rossi, ex colleghi, amici, familiari e molti rappresentanti attuali e passati delle istituzioni locali come l'assessore Giacomo Gozzini, l'ex vicesindaco Raffaella Grana o gli ex sindaci Angelo Frosini e Alfonso Lippi. È palpabile tra questi ultimi la profonda stima e riconoscenza per una donna che, con rara dedizione, si è sempre prodigata per contribuire allo sviluppo culturale della sua città. «Non c'è istituzione sanminiatese - ha detto Vittorio Gabbanini - che non porti traccia della sua costruttiva presenza. Ci sentiamo ora più soli; nonostante Marinella avesse ridotto da tempo le sue apparizioni pubbliche, sentivamo ugualmente la sua presenza, quel carisma che l'ha resa protagonista di tante battaglie a difesa dei valori fondanti della vita democratica, aperta al dialogo e al confronto critico delle idee. Poche donne hanno avuto la stessa capacità di incidere sul tessuto sociale come Marinella. Questa è l'immensa e ricca eredità che ci lascia Marinella Marianelli». Il feretro della donna che per oltre trent'anni ha preso parte alla vita politica di San Miniato in veste di consigliere o assessore alla cultura, è stato portato nel cimitero di Stibbio. «Era una donna eccezionale - ha detto Alfonso Lippi - così come eccezionali erano il suo sapere e la sua cultura. Marinella ha segnato tanti anni della vita culturale sanminiatese. Nel corso degli anni in cui sono stato sindaco era responsabile del centro cinema Vittorio e Paolo Taviani, dell'università del tempo libero e del centro studi del tardo Medioevo, poi divenuto fondazione, e faceva tutto questo da volontaria, da appassionata. Il ricordo più bello che conservo di lei è il modo in cui sapeva emanare e trasmettere agli altri quanto sapeva». Durante la celebrazione anche il parroco, don Giovanni, ha voluto condividere con i presenti il suo personale ricordo di Marinella: «La sua - ha detto - è stata un'esistenza poliedrica e impegnata su tanti fronti. Io l'ho conosciuta nella fase finale della sua vita e con lei ho recitato molte preghiere che, mi diceva, aveva imparato sulle ginocchia di sua madre quando era solo una bambina».
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