Il Tirreno

Pontedera

I garanti: schierati per il "no"

Nilo Di Modica
Da sinistra Stefano Taglialagamba e Paolo Urbani
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Da sinistra Stefano Taglialagamba e Paolo Urbani

Pirogassificatore, respinte al mittente le accuse del consigliere Tesi

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 CASTELFRANCO. «Tesi attacca tutti e tutto e questo dimostra che probabilmente c'è qualche problema». Una risposta ferma e «doverosa» quella che i due dei tre saggi nominati per il processo partecipativo sul pirogassificatore hanno voluto dare al consigliere comunale dell'Udc a Montopoli Massimo Tesi. Una replica alle dichiarazioni di Tesi che ha definito il meccanismo di partecipazione come atto solo «a far digerire all'opinione pubblica un inceneritore che non vuole» al contempo scagliandosi contro i tre saggi garanti.  In particolare, Tesi ha polemizzato con Mario Rotonda, Stefano Taglialagamba e Paolo Urbani in quanto «nominati non si sa da chi» e in virtù dell'essere, rispettivamente «uno sconosciuto per non aver mai preso parte a nessuna riunione, uno membro del comitato di Castelfranco ma anche proprietario di uno dei più grossi poli conciari di Santa Croce e un altro, il terzo, medico di famiglia svolgente l'attività di medico del lavoro nelle concerie». Affermazioni che sembravano fare riferimento a una condizionabilità dei tre "saggi" a causa dei rispettivi ruoli professionali e sociali. Polemiche che Urbani e Taglialagamba rispediscono al mittente.  «Quando sono sceso in campo per tutelare la salute dei miei pazienti a opera di agenti cancerogeni, come ritengo mio dovere da medico di famiglia e come già ho fatto nel 1999 contro l'inceneritore proposto dalla Resapel, mai mi sarei aspettato che un "collega" mettesse in dubbio la mia onestà intellettuale ed intenzionale - commenta Urbani - La mia nomina a "saggio" non è stata da me richiesta ma l'ho accettata per poter svolgere fino in fondo il mio ruolo di medico. Non sono mai stato un politico, non ho ambizioni a esserlo e sono stato eletto a questo ruolo dalla commissione ambiente comunale all'unanimità, compreso l'esponente dell'Udc. Tutto questo pur manifestando sempre la mia parzialità a favore del fronte del "no" all'inceneritore». Che aggiunge: «Tesi inoltre insinua che la mia attività di Medico del Lavoro pagato dagli industriali possa favorire la nascita del pirogassificatore ma evidentemente non conosce o fa finta di non conoscere la mia onestà intellettuale e i miei interventi nelle assemblee pubbliche. Stessa cosa vale con i colleghi che hanno condiviso con me il difficile compito di formare il Comitato di garanzia, anch'essi pubblicamente schierati nel fronte del "no". Persone con le quali si cercato di creare un forte, trasparente ed autorevole Comitato di Garanzia; utile strumento atto a dimostrare, con l'aiuto degli esperti, la pericolosità del pirogassificatore e quindi la sua non fattibilità».  Stessa linea, ma con toni più contenuti, da parte di Taglialagamba. «Quello che dice Tesi è esatto, sono proprietario di una conceria - dice il consigliere del Pdl - ma la mia posizione sull'inceneritore è chiaramente orientata per il fronte del "no" e devo quindi prendere le affermazioni del consigliere come frutto dell'esasperazione di chi, preoccupato, vuole proteggere la sua salute e quella dei cittadini che rappresenta».

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