Il Tirreno

Pontedera

Cresce il Polo Tecnologico "Vola" il fatturato e aumenta l'occupazione

Guido Bini
Alessandro Giari e un’immagine del Polo scientifico di Navacchio
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Alessandro Giari e un’immagine del Polo scientifico di Navacchio

L'incubatore chiude l'anno con 14 imprese insediate e un volume d'affari di sei milioni di euro

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 NAVACCHIO. Al Polo Tecnologico si è brindato per i consueti auguri di natale, ma anche per salutare i primi dati, sostanzialmente positivi, sull'andamento 2010. Nonostante la crisi, infatti, le aziende del Polo di Navacchio continuano a crescere, sia per fatturato sia in termini occupazionali. E per il futuro, il presidente Alessandro Giari prospetta un'ulteriore crescita.  E con lo sviluppo di un sistema Polo anche sul fronte commerciale e con una maggiore solidità, a livello regionale, del modello dell'incubazione d'impresa.  I dati sul 2010, sebbene ancora parziali - il report completo è atteso come sempre per aprile - rivelano un trend di crescita sostanzialmente in linea con quello del 2009. Le aziende che al 31 dicembre avranno incrementato il fatturato dovrebbero essere poco più della metà, a fronte di circa un terzo in linea col 2009 e un quinto leggermente al di sotto.  Ma i dati più sorprendenti arrivano certamente dall'incubatore d'impresa, che chiude il 2010 con 14 aziende insediate. Queste imprese da sole, pur avendo alle spalle meno di due anni di vita, in questi dodici mesi avrebbero generato fatturati per 6 milioni di euro, dando lavoro a un'ottantina di persone.  «Ormai abbiamo la certezza che il modello Polo funziona - ha commentato il presidente Giari - e che inoltre ha una sua unicità, da poter sfruttare e valorizzare. Con la creazione della Rete degli incubatori toscani, voluta dalla Regione, potremo d'ora in poi sostenere con maggior forza la crescita di nuove azienda, offrendo loro servizi specifici e incentivando le collaborazioni tanto fra aziende quanto con i centri di eccellenza».  Tra i piani più ambiziosi del Polo c'è però un'offensiva a livello commerciale. «Stiamo lavorando a un programma - rivela in proposito Giari - per riunire alcune delle nostre aziende attorno a delle offerte commerciali organiche, capaci di competere sul mercato globale con le principali industrie tecnologiche. Le potenzialità sicuramente le abbiamo, adesso è giunto il momento di farle fruttare nel migliore dei modi».

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