Il Tirreno

Pontedera

Due condanne per i 4 morti

Il pauroso schianto sull’A26 e Kebe Bamba Mamadou
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Il pauroso schianto sull’A26 e Kebe Bamba Mamadou

Le condizioni di un vecchio tir causarono l'incidente sull'A26

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 PONTEDERA. Vite spezzate sulla strada. Quelle di tre ragazzi e di un giovane padre di famiglia, morto sul lavoro - un senegalese che abitava a Pontedera, nella zona della stazione ferroviaria - sull'autostrada A26, vicino a Genova, cinque anni fa. E tutto per colpa di un vecchio tir che non aveva avuto la necessaria manutenzione. Finalmente si è concluso il processo di primo grado con due pesanti condanne. Confermate le responsabilità della Motorizzazione di Pisa.  Il giudice monocratico di Genova Massimo Todella, ha condannato a 6 anni di reclusione Gerardo La Padula, di Vicopisano, funzionario della Motorizzazione civile di Pisa, e a 5 anni Roberto Socci, amministratore della società proprietaria di una motrice che il 2 agosto 2005 provocò l'incidente sull'autostrada A26. Uno schianto pauroso: morirono tre ragazzi valdostani che viaggiavano a bordo di un'auto e l'autista senegalese del tir, Kebe Bamba Mamadou, 47 anni. «Mi sembra una sentenza importante, al di là della quantificazione della pena che mi appare significativa del grado di responsabilità che il giudice ha riconosciuto nel comportamento degli imputati che sono stati condannati»: è il commento dell'avvocato Carlo Guido Alleva, di Milano, il legale che assiste le famiglie delle tre vittime di Aosta. «Da un lato - ha aggiunto - fa giustizia di una vicenda terribile che ha sconvolto la vita di quattro famiglie. Da un punto di vista umano è una sentenza che dà un segno nei loro confronti che la giustizia esiste e può accertare le responsabilità». «Da un punto di vista tecnico - ha proseguito il legale - trovo questa sentenza importante perché accerta la responsabilità del funzionario pubblico che ha il compito di garanzia nell'interesse generale a che i mezzi di trasporto che circolano nelle nostre strade siano in condizioni di sicurezza».  Il giudice Massimo Todella ha anche disposto il risarcimento danni per tutte le parti civili che saranno quantificate con una causa civile. Ha riconosciuto una provvisionale immediatamente esecutiva di circa 100.000 euro per ogni genitore e 80.000 euro per ogni fratello dei ragazzi morti. Inoltre ha disposto una provvisionale di 80.000 euro per il fratello del senegalese, unico familiare costituitosi. I condannati sono stati ritenuti in vario modo responsabili delle condizioni meccaniche del tir. Durante il dibattimento sono emerse anomalie delle certificazioni della revisione del tir mettendo in rilievo il nesso di causalità tra il comportamento degli imputati e le conseguenze dell'incidente. Le motivazioni della sentenza entro 90 giorni. Per quanto riguarda il risarcimento danni sono responsabili gli imputati e i responsabili civili, la Milano Assicurazioni e il Ministero delle Infrastrutture. S.C.

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