Sicurezza
Bulleri, 800mila euro di commesse
Andreas Quirici
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Linterno della Bulleri brevetti a Cascina Prospettive di sviluppo dopo la crisi e la paura dei licenziamenti
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CASCINA. «Con la volontà e la forza d'animo anche le situazioni più difficili possono cambiare in meglio. Anche da un Natale a un altro com'è accaduto a noi». Antonio Deri pronuncia queste parole mentre guarda il disegno di una specie di cilindro sul monitor del suo computer. E' uno dei responsabili della progettazione della Nuova Bulleri Brevetti. Dopo la chiusura dell'estate 2009, i presidi, la costituzione di una cooperativa di lavoratori e la rinascita in un nuovo capannone, oggi ha 800mila euro di commesse con 12 macchinari in produzione, di cui 4 in consegna proprio in questi giorni. Deri è uno dei lavoratori che l'anno scorso faceva presidiava l'azienda per evitare che la vecchia proprietà, dopo la richiesta di concordato preventivo, svuotasse la fabbrica delle macchine e che è entrato nella cooperativa, insieme ad altri 10 compagni, versando 10mila euro per un capitale attuale di 115mila euro. In realtà la cooperativa è più ampia. E' formata in tutto da altri 16 ex lavoratori della Bulleri che hanno dato un contributo simbolico di 150 euro per i primi passi burocratici. Fondamentale l'aiuto delle istituzioni, dei sindacati, della Banca di credito cooperativo di Cascina (che ha dato 600mila euro alla causa dei lavoratori della Nuova Bulleri) e di professionisti come Vanni Bonadio e Fabrizio Gasperini che hanno studiato il piano industriale (approvato da Fidi Toscana) e reperito i finanziamenti per ripartire. «A differenza di altre realtà industriali in crisi - spiega Sandro Cittadini, anche lui alla progettazione - abbiamo avuto la fortuna di avere vicino molte persone che ci hanno dato una grossa mano. Dal Natale dell'anno scorso a quello di quest'anno la situazione è cambiata notevolmente. Allora eravamo disperati, oggi abbiamo fiducia nel futuro. Siamo stanchi, perché lavoriamo molto, ma felici delle prospettive che abbiamo davanti. Gli straordinari non li riscuotiamo, idem per la tredicesima, ma non importa, perché se le trattative che stiamo portando avanti andranno a buon fine potremo aumentare il numero di dipendenti, facendo rientrare qualche nostro vecchio compagno che è rimasto fuori, al momento, dalla cooperativa. Quello sarebbe il successo più grande». Oltre alle 12 macchine per un valore di 800mila euro, infatti, Alberto Bulleri, presidente della cooperativa e uomo dei contratti con i clienti, sta lavorando a commesse da un milione di euro che, se andassero in porto, permetterebbero di assumere ulteriore personale, oltre ai 10 dipendenti attualmente in forza all'azienda. «Abbiamo anche un progetto insieme a Pont-tech - aggiunge Vanni Bonadio che mostra una lettera di Enrico Rossi, presidente della Regione, in cui si indica la Nuova Bulleri come un esempio per la Toscana in crisi - per un braccio meccanico capace di saldare in luoghi grandi, ma difficilmente accessibili per gli uomini, con migliori standard qualitativi, ma anche con una maggiore sicurezza per i lavoratori».
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