Sicurezza
Sott'accusa i 3 saggi di garanzia
Rachele Di Saverio
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Il consigliere comunale Udc e medico di famiglia Massimo Tesi Pirogassificatore: ancora contestazioni al processo partecipativo
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MONTOPOLI. Il processo partecipativo sul pirogassificatore di Castelfranco è ancora oggetto di feroci critiche. Ad essere sotto accusa proprio l'organo deputato del controllo sul corretto svolgimento del percorso: il comitato di garanzia. Massimo Tesi, consigliere comunale Udc di Montopoli, solleva forti dubbi sull'imparzialità dei membri del comitato. Le perplessità, quindi, sono anche sulla bontà del responso finale, che vedrà la cittadinanza decidere a favore o contro la realizzazione dell'impianto. «Il meccanismo di partecipazione serve solo a far digerire all'opinione pubblica un inceneritore che non vuole - esordisce Tesi -. Tale affermazione è suffragata dall'esame dei soggetti che fanno parte del comitato di garanzia: dei tre "saggi" - ovvero Mario Rotonda (associazione Arturo), Stefano Taglialagamba (presidente commissione Ambiente e Territorio) e Paolo Urbani (medico di Castelfranco) -, nominati non si sa da chi, uno è sconosciuto per non aver mai preso parte a nessuna riunione, un altro fa parte del comitato di Castelfranco ma è anche proprietario di uno dei più grossi poli conciari di Santa Croce ed il terzo, oltre che medico di famiglia, svolge prevalentemente l'attività di medico di fabbrica nelle concerie. Questi tre saggi - continua Tesi senza freni - avrebbero dovuto in piena autonomia nominare 15 garanti, quando in realtà lo hanno fatto sotto il controllo di due sindaci (uno ex conciatore), un assessore con parte attiva nella vicenda del pirogassificatore ed un consigliere comunale delegato dal proprio sindaco che ci ritiene terroristi sanitari (con riferimento alle accuse rivolte ai medici, fra cui lo stesso Tesi, che hanno denunciato pericoli per la salute nel nostro territorio a causa dell'inquinamento ambientale, ndr). Se poi andiamo a vedere i 16 e non 15 garanti spiccano i nomi del solito assessore, dei 3 saggi, del responsabile provinciale fautore dell'inceneritore, vari addetti nel settore conciario che notoriamente antepongono gli interessi economici alla salute e all'ambiente e l'ex presidente del depuratore Cuoiodepur. Tra l'altro, quest'ultimo di un comune, San Miniato, che non è mai intervenuto nella vicenda». Tesi conclude la sua disamina con un'amara domanda: «Alla fine, non vi sembra che tutta questa apparente partecipazione dei cittadini sia una colossale beffa per i creduloni?».
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