Gioco
Bastavano cose semplici, spargere un po' di sale e chiudere le scuole con un giorno d'anticipo
Sergio Braccini
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Un operaio del Comune cerca di liberare un marciapiede dal ghiaccio nel centro di Pontedera 2 MINUTI DI LETTURA
Una semplice imbiancata? Tutto fermo: strade, treni, città e paesi. Macchine abbandonate dove capita. Incidenti. Famiglie separate. Luoghi di lavoro che diventano mete irraggiungibili. E' la paralisi. In cui sprofondi, inerme, come in un incubo. E se qualcuno ti dà una mano, per uscirne, da quell'incubo indotto, è più facile che sia un parente, un vicino, un amico, che non un sindaco, un assessore o il responsabile di questo o quel servizio. Ci si abitua a tutto. Tranne che alla banalità delle affermazioni di chi sarebbe chiamato a prendere decisioni per far sì che tutto questo non accadesse; o che, quantomeno, i disagi per i cittadini fossero ridotti al minimo. "Abbiamo fatto il possibile - è stato tutto quello che ha saputo dire il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, almeno stando ai giornali, riferendosi a venerdì - ma la situazione è precipitata nell'arco di poco tempo e tutti si sono messi in macchina, anche se era in atto un'emergenza. Questo ha ostacolato il passaggio dei mezzi che dovevano garantire la viabilità". Colpa nostra, quindi. Colpa di tutti quelli che, di buon'ora, quando ancora la giornata da tregenda era lontana dal manifestarsi (erano i Comuni a essere stati avvisati della precipitazione nevosa in arrivo, non i singoli cittadini), hanno cercato di raggiungere il posto di lavoro; hanno accompagnato i figli a scuola o si sono messi in moto per far fronte a esigenze personali. "Abbiamo fatto il possibile". "Era in atto un'emergenza". Ma per favore... Non c'è stato - per fortuna - un terremoto. Non è passato un tifone. Quelli sì, sono eventi imprevedibili. E la situazione non è "precipitata". Semplicemente, sono scesi una quindicina di centimetri di neve. In inverno nevica, anche in Toscana, anche a Pontedera e nelle sue frazioni, come al solito dimenticate. Non ci vuole un mago per prevedere una simile evenienza. Basta dare il giusto credito a previsioni del tempo e allerta meteo diramati dagli organi competenti. E fare cose semplici. Come attivare un piano di prevenzione. Spargere un po' di sale. Chiudere le scuole con un giorno d'anticipo. E - magari - recarsi sui luoghi dove i cittadini sono maggiormente penalizzati e rendersi conto di persona dello stato delle cose. Dire "abbiamo fatto il possibile" sa tanto di scaricabarile.
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