Il Tirreno

Pontedera

Un accampamento per i forzati della Fi-Pi-Li

Paola Silvi
La stanza del tribunale che è stata adibita a dormitorio provvisorio; Piero Becattini
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La stanza del tribunale che è stata adibita a dormitorio provvisorio; Piero Becattini

In una ventina hanno atteso l'alba al punto d'accoglienza allestito al PalaBellaria

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 PONTEDERA. Centinaia di autisti bloccati al gelo hanno potuto gioire di un paio d'ore di sollievo. Provvisorie, momentanee ma indispensabili per riprendersi da un'odissea infinita dove le code erano lunghi serpentoni immobili, la marcia si misurava col contagocce e l'unica soluzione possibile sarebbe stata quella di dormire in macchina, senza conforto e informazione. Al PalaBellaria invece, sotto indicazione del sindaco Simone Millozzi e della Protezione civile, è stato aperto un punto d'accoglienza e di ristoro. Le persone rimaste intrappolate in superstrada, nelle vicinanze di Pontedera, sono state accompagnate nella struttura sportiva per mangiare, rifocillarsi e magari passare la notte. «Siamo stati contattati dall'assessore Matteo Franconi - spiega il presidente della consulta di quartiere Piero Becattini e responsabile del palazzetto - verso le 22 e ci ha chiesto di metterci a disposizione. Abbiamo risposto con impegno cercando di fare del nostro meglio per fronteggiare l'emergenza». Scene da brivido, le definisce Becattini, «come si vedono nei film». Un accampamento allestito all'ultimo minuto ma caldo e ospitale. «Una ventina circa - racconta con la voce piena di sgomento e incredulità - hanno dormito in palestra. La Protezione civile ha portato brandine e coperte e, per tutta la notte, ha fatto la spola tra il traffico paralizzato e il nostro edificio». Cinque volontari si sono resi disponibili e il bar non è stato mai chiuso. Al lavoro negli interminabili momenti bui. «Abbiamo distribuito quasi 400 pasti caldi - rincara la dose Becattini - e accolto anche tutte le persone che erano state mandate via da altri luoghi di ristoro, come il Cineplex. Veri e propri superstiti, lontani dalle famiglie, trattenuti dalle intemperie, sospesi nel dubbio, che arrivavano da ogni parte della Toscana: Arezzo, Siena, Viareggio». L'operazione salvagente è stata però molto complessa. Gli stessi mezzi di soccorso erano in difficoltà ad addentrarsi nel vortice dell'immobilismo. «La protezione civile raggiungeva gli automobilisti da un sentiero sterrato e secondario. Poi, nella mattinata di ieri chi ha potuto - conclude Becattini - riprendeva la strada verso casa ma i volontari hanno continuato a servire tè e qualcosa di caldo direttamente sulla Fi-Pi-Li».

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