Sicurezza
Tra di loro anche un pubblico ministero e un giudice di pace. «Situazione vergognosa»
Costretti a passare la notte in tribunale
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PONTEDERA. In mancanza di ogni genere di informazione, di treni e autobus, in sei sono stati costretti a dormire in tribunale, dopo avere cercato inutilmente una sistemazione in un albergo del centro, facile da raggiungere almeno a piedi visto che le strade cittadine erano nel caos. La disavventura è capitata a Katia Bianchi, stenotipista di Palaia, e un'impiegata della cancelleria, Anna Strollo, all'ufficiale giudiziario, Davide Cucciardi, al pubblico ministero onorario Evelina Lalli, all'avvocato Valentina Ventura e al giudice di pace Anna Camerini. Questi ultimi abitano tutti a Pisa, la nevicata li ha sorpresi a Pontedera dove erano arrivati per ragioni di lavoro. «È stata una situazione a dir poco vergognosa - spiega Bianchi - siamo stati costretti a restare a dormire in ufficio. Il riscaldamento centralizzato non funzionava. Abbiamo usato una stufa di fortuna e dormito sulle coperte che ci sono state fornite dalla protezione civile». C'è chi ha potuto riposarsi su due vecchie poltrone e chi invece si è dovuto accontentare del pavimento. Quanto accaduto negli uffici giudiziari di Pontedera la dice lunga sulla su come è stata gestita l'emergenza in città, in modo particolare la viabilità. Alcuni commercianti, così come commesse e impiegati, sono rimasti bloccati in città in quanto le strade erano impraticabili. S.C.
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