Gioco
IL RACCONTO
L'odissea sui binari gelati per raggiungere il posto di lavoro
Francesca Suggi
◗
La stazione di Pontedera ieri 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Quasi 2 ore di treno per fare 40 chilometri. Destinazione: il posto di lavoro in quel di Pontedera da conquistare nel bel mezzo di una bufera di neve. Soppresso il treno delle 10.10 da Livorno, comincia l'avventura gelata. Il prossimo utile è alle 11.10, ma scatta l'annuncio di ritardo: 15 minuti, che diventano venti e poi tornano a ridursi. "Treno regionale per Firenze in arrivo": l'infreddolita tribù di viaggiatori sale tra malumori e furia di arrivare. C'è chi va a lavorare, chi deve sbrigare commissioni, chi si sta spostando verso Nord per le vacanze di Natale e ha coincidenze da prendere al volo. A Pisa sale l'infreddolita corazzata degli universitari della provincia. Torna a casa dopo una delle ultime lezioni di ingegneria edile Luca Panesi 26enne di Pontedera. Cappello serrato sulle orecchie, piumino, occhi fissi sull'insolita tormenta di neve: «Anche lo scorso anno di questi tempi nevico'», dice. Intanto il treno si frema all'altezza di San Frediano. Cinque, dieci minuti, venti: eppur non si muove. Nel vagone Luca Nannetti della Rotta studente di enologia chiama a casa: «Siamo fermi». Fioccano gli aggiornamenti, intanto i minuti passano. Passa un addetto di Ferrovie, vagone per vagone, per avvisare che ci sono problemi di segnale alla linea. «Se si va di questo passo sarò a Ponte a Egola stasera», rincara un amico lì accanto. Il mezzo si muove a singhiozzo, sono abbondantemente passate le 12.30. Venti metri, riparte: la gente si illude e chiama le famiglie. «Ci si rimuove, arrivo», Francesco di San Romano aggiorna la mamma, mentre i compagni di facoltà ci scherzano su. Persino i piercing che infilzano tante di quelle facce sembrano congelati. Il treno raggiunge Cascina. E lì torna a fare pausa-maltempo. Sono quasi le 13.15: finalmente i viaggiatori toccano terra pontederese. E le Ferrovie non smettono mai di sorprendere. Ieri sera alle 22, con la stazione colma di pendolari infreddoliti, la sala d'attesa della stazione cittadina è stata chiusa come succede nei giorni "normali".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
