La protesta
Cappuccini tra lavori a singhiozzo, problemi economici e la decisione di abbandonare il progetto per linfanzia
«In tre anni una sola demolizione»
Francesca Suggi
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IL CANTIERE. Lex convento dei Cappuccini La cronistoria del cantiere mangia-soldi: parla il direttore dei lavori
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VOLTERRA. «Dal 2007, quando ho avuto l'incarico, a oggi ho effettuato una sola demolizione in tutto il complesso». A fare un po' di luce sulla questione dei Cappuccini è il direttore dei lavori Mauro Signorini. L'ingegnere pontederese racconta gli ultimi anni di quel cantiere mangia-soldi che doveva diventare il polo dell'infanzia di Volterra. Scorrendo la cronistoria di quell'operazione che getta le sue radici nel 2001 sotto la giunta Gabellieri, salta fuori il quadro di un progetto-agonia che sin dall'inizio va avanti a singhiozzo. Un primo progetto realizzato dall'architetto Antonella Militello per conto dell'Ipab istituti ospedalieri, poi nel 2003 la classificazione di Volterra come zona sismica con la necessità di rivedere la progettazione, quindi la proposta dell'Ipab di cedere il complesso al Comune con una permuta della scuola elementare Santa Chiara (scambio di uguale valore di 935mila euro). A questo punto il responsabile unico del procedimento del Comune, l'ingegner Luigi Bianchi, affida il nuovo incarico di progettazione al collega di Pontedera, Signorini, insieme al suo gruppo di lavoro formato ancora una volta dall'architetto Militello e dal geologo Gino Bruni, oggi deceduto. «Intanto i costi rispetto al 2001 erano già lievitati», puntualizza Mauro Signorini. E scorrendo la cronistoria consegnata dall'ingener Bianchi si parla di 2 milioni e 500mila, cifra deliberata in giunta nel marzo del 2007 che comprendeva i lavori già appaltati, gli oneri per la sicurezza, le varianti, il collaudo, gli allacci, le forniture, i servizi, le prove di laboratorio e le pulizie. «Nel progetto non era stato chiesto di prevedere arredi, cucine e quant'altro perché l'amministrazione voleva una sorta di involucro scolastico, perché la scelta definitiva sulla reale destinazione della struttura sarebbe arrivata in un secondo tempo. Anche perché l'impresa - aggiunge Signorini - avrebbe realizzato struttura e impianti, per il resto ci sarebbe voluto un nuovo appalto». Il 28 gennaio del 2008 vengono ripresi i lavori ai Cappuccini: da quella data al 27 gennaio dell'anno dopo il cantiere è stato sospeso, per poi riprendere ben 3 volte. Le cause? Problemi legati ai pagamenti dovuti, disagi connessi ai cavi Enel, condizioni meteo. «In questa situazione non è stato facile neppure per la ditta riuscire a programmare gli interventi e l'aspetto determinante è sempre stato quello economico». Se sia stato un bene interrompere definitivamente il cantiere? «Diciamo che la passata amministrazione andava avanti a singhiozzo ma andava, la scelta di chiudere il tutto è arrivata con il cambio di giunta - prosegue -. Buselli ha preso atto che per il patto di stabilità i soldi non ci sarebbero stati per portare avanti un'opera del genere e forse non è stata neppure considerata un'operazione così strettamente necessaria per la città rispetto magari ad altri interventi da fare. Lo stesso Bianchi da tempo si era reso conto che i soldi a disposizione erano ampiamente insufficienti». Per la fase progettuale Signorini ha percepito dal Comune circa 50mila euro: «Come direttore dei lavori ho fatto ben poco». E i danni subiti dalla ditta? «Se son riusciti a chiudere la recessione del contratto con una transazione di 600mila euro è buono. In dieci anni di lavori l'azienda avrebbe potuto chiedere di più».
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