Il Tirreno

Pontedera

Il Comune deve battere un colpo

Giacomo Pelfer
Il centro di San Miniato e Patrizia Manetti
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Il centro di San Miniato e Patrizia Manetti

I commercianti mettono da parte le polemiche e avanzano proposte

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 SAN MINIATO. I commercianti alzano il tiro. Prime prove di collaborazione, nella riunione di mercoledì, per poi "chiamare l'amministrazione alle proprie responsabilità". Un appuntamento che ha provato a chiudere la stagione delle polemiche inaugurando quella delle proposte. Prime idee e suggerimenti, che nei prossimi giorni saranno raccolti in un documento. E' la risposta che i commercianti spediscono a chi li invita a smetterla di litigare.  «I commercianti sono i primi a doversi mettere in discussione - ha detto Patrizia Manetti, presidente del Centro commerciale naturale - ma l'amministrazione deve dirci finalmente cosa vuole fare di questo centro storico. Le nostre divisioni non possono essere un alibi per evitare di prendere decisioni. Chi vende il pane ha delle necessità diverse da chi vende vestiti: non potranno mai andare d'accordo su tutto. Serve quindi un indirizzo chiaro da parte del Comune. Anche perché i commercianti la colpa non la vogliono più, ed è l'ora che la politica, di maggioranza e di opposizione, la smetta di cavalcare i nostri problemi».  Intanto, alla spalle di Manetti, vengo proiettate le foto di Volterra e San Gimignano, seguite da quelle di San Miniato: il confronto non regge, le differenze stridono. «I turisti vanno matti per posti come il nostro - ha detto Paolo Nannetti dell'Hotel San Miniato -, ma rimangono delusi dopo aver fatto due passi in centro: dicono che sembra una città di garage». «Prima di tutto dobbiamo essere noi a preparare un progetto - ha aggiunto Donato Galasso della "Galasso Eventi" (la società che ha realizzato il Palatartufo) -, perché se il progetto è serio l'amministrazione non può che prenderlo in considerazione. Bisogna però mettersi nell'ottica di un rinnovamento: capire che un indirizzo per il futuro, se non ci mettiamo al passo coi tempi, non potrà mai salvare tutte le attività di San Miniato». Un invito alla collaborazione da parte dell'artista Mario Rossi: «Nelle frazioni collaborano, c'è uno spirito diverso. Dobbiamo iniziare chiedendo al Comune cose semplici, non cattedrali nel deserto».  Oltre ai commercianti sono intervenuti anche alcuni residenti a qualche esponente politico. Presente anche Sandro Cini di Confcommercio: «E' da mesi che l'amministrazione ha sul tavolo le nostre proposte - ha ricordato -; ribadiamo l'idea di aprire San Miniato Promozione alle associazioni di categoria». Tra i temi trattati non poteva mancare il problema dei parcheggi: «Dobbiamo chiedere all'amministrazione di accelerare i tempi per l'ampliamento del Cencione», ha affermato Monica Fiaschi, residente. Nell'attesa, viene proposto d'individuare zone di sosta per i dipendenti della banca e degli uffici, in modo da alleggerire il Cencione. Inoltre, sperimentare nuove forme viabilità contro chi utilizza San Miniato come scorciatoia. «Ma non basta - ha aggiunto Galasso -, bisogna offrire anche qualcosa: in centro non c'è una panchina, non ci sono bar con sedie e tavolini». Da qui l'idea di pedonalizzare metà di piazza di Popolo, per farne un centro di aggregazione sull'esempio di piazza della Pace a San Miniato Basso. Tra le richieste, ci sarà poi una maggiore attenzione per il decoro, magari anche attraverso un regolamento che disciplini porte, infissi, contatori e tutto ciò che può rovinare l'estetica degli edifici d'epoca.

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