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Pontedera

Tempi sempre più stretti per scongiurare la messa a gara della gestione degli impianti

Depuratori, parola al Ministero

Giacomo Pelfer
L’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini
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L’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini

L'assessore Bramerini: «Siamo in attesa di un parere»

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 SANTA CROCE. È un Natale con il fiato sospeso per i conciatori del comprensorio. Il futuro dei depuratori del Valdarno è appeso al filo di un parere del ministero dell'Ambiente, che dovrebbe arrivare, sperano politici locali e imprenditori, a spazzar via definitivamente il rischio della messa a gara per la gestione degli impianti.  Una novità che sconvolgerebbe più di trent'anni di gestione pubblico-privata dei depuratori, e che gli imprenditori conciari considerano come una beffa dopo anni di investimenti e con il cosiddetto Tubone che sembra ormai all'orizzonte.  L'assessore regionale all'Ambiente Anna Rita Bramerini si dice fiduciosa: «Il condizionale è d'obbligo - precisa - ma credo che si possa arrivare nelle prossime settimane a una soluzione positiva». Il 31 dicembre, infatti, come disposto dalle normative europee, scadranno tutte le concessioni per gli impianti di depurazione e si dovrà procedere alla messa a gara. Perciò, nel caso la situazione non dovesse cambiare, Ato ha già avviato in questi mesi le procedure per la gara d'appalto. Il rischio è che i depuratori di Santa Croce, Fucecchio e San Romano finiscano nelle mani di società terze rispetto al comparto imprenditoriale della zona.  Sindaci e conciatori hanno coinvolto la Regione, incontrandosi con l'assessore Bramerini già ad agosto e stilando due documenti di raccomandazione da indirizzare al mistero dell'Ambiente. La Regione, prima di qualunque decisione in materia, attende il parere da parte del Governo. «Ci siamo recati a Roma anche un mese fa - afferma Bramerini - accompagnati da una delegazione di conciatori. Alla luce di quell'incontro abbiamo buoni motivi per essere quanto meno ottimisti. È stata l'occasione per ribadire che il ruolo di questi impianti è al di fuori del servizio idrico integrato; un problema che riguarda anche altri distretti toscani, come quello del tessile. Credo che il parere del ministero arriverà nelle prossime settimane. Probabilmente si andrà a gennaio, oltre la scadenza del 31 dicembre, ma sarà sufficiente per bloccare le procedure di gara».  La stessa Bramerini, intervenuta lo scorso ottobre al consiglio comunale all'interno del depuratore CuoioDepur, aveva spiegato che un'eventuale gestione terza degli impianti avrebbe messo in difficoltà la tenuta dell'accordo di programma per la depurazione civile e industriale. Accordo meglio conosciuto come Tubone, all'interno del quale sono previsti 14 milioni d'investimento a carico degli imprenditori. «Non è che gli imprenditori abbiano minacciato di far saltare il progetto - conclude l'assessore -, si sono solo chiesti chi glielo faceva fare di spendere se poi gli impianti finivano nella mani di altri soggetti. E' un dubbio legittimo».

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