Finanza
Un altro problema è rappresentato dalla scarsa integrazione degli stranieri residenti
Via le auto da piazza Trieste
Paola Silvi
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Uno scorcio di via Firenze Nuovi posti saranno recuperati all'ex cordificio Billeri
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PONTEDERA. Un quartiere e quattro nodi da sciogliere. Stavolta il nostro viaggio alla scoperta dei bisogni e delle esigenze dei cittadini si ferma Fuori del Ponte. Dove a rompere gli indugi e a traghettarci in storie di vita vissuta ci pensa Nicola Izzo, presidente della consulta Oltrera. «L'integrazione degli stranieri, la perdita di posti di lavoro e un paio di problemi legati alla viabilità sono le questioni più grandi che ci troviamo ad affrontare». Così Izzo fotografa la sua gente, riassume le riflessioni e i pensieri che ascolta ogni giorno. Si parte dal doppio senso di marcia in via Firenze, che proprio non va giù ai residenti. «Due auto contemporaneamente non ci passano. A sinistra e a destra ci sono le vetture in sosta e lo spazio è limitato. Gli abitanti - racconta Izzo - vorrebbero eliminare la confusione e il traffico eccessivo, ma va considerato anche il punto di vista degli studenti, pendolari del Villaggio Scolastico». Gira e rigira insomma, le quattro ruote amate-odiate da qualche parte devono transitare e trovare parcheggio. Ed è proprio questo, poco più in là, l'altro dubbio da sciogliere legato alla riqualificazione di piazza Trieste. Il tema ricorre spesso tra gli argomenti trattati in consulta e il parere è favorevole all'abolizione della sosta in piazza. «Con i lavori urbanistici che stanno per concludersi al campo sportivo Marconcini - coglie la palla al balzo il presidente - si apre uno spiraglio per iniziare il cammino di riflessione». E se la ristrutturazione della piazza non era una voce prevista nel bilancio del Comune per il 2010, è senz'altro un obiettivo futuro della giunta targata Millozzi. Per chi vive Fuori del Ponte, la piazza è il cuore pulsante del quartiere. «L'area, dal punto di vista demografico, è cresciuta e mai come adesso diventa indispensabile trovare spazi di socializzazione». Un luogo storico pieno di memoria. La voce dei residenti è unanime: la piazza va recuperata. La chiusura alle auto allora è il primo passo in questa direzione. Ma i cittadini non dimenticano la vocazione commerciale di questo angolo pontederese. E suggeriscono possibili soluzioni che non danneggino i pubblici esercizi. «I negozianti lavorano soprattutto con un'utenza di passaggio. Nel progetto di sviluppo - riferisce Izzo - è nevralgico trovare altri parcheggi che sostituiscano quelli della piazza». A cominciare dall'area sosta che nascerà dietro viale Italia, sulla sinistra del commissariato, dove una volta sorgeva l'ex cordificio Billeri. «Ci saranno posti auto disponibili per i residenti e altri che potrebbero essere utilizzati dalla gente di passaggio. Noi li vorremo gratuiti ma - profetizza - ci sarà da combattere». Da superare è invece la difficile convivenza con gli immigrati, soprattutto in qualche edificio di via De Nicola, via Nenni e via Veneto. «Nessun pericolo di ordine pubblico - ci tiene a precisare Izzo - ma scarsa collaborazione, poca tolleranza e rara igiene. Gli appartamenti sono superaffollati e manca il dialogo fra i condomini. Sarebbero necessari maggiori controlli e soprattutto in fasce orarie mirate. Magari la mattina presto o la sera tardi per rendersi conto del numero effettivo dei residenti, stipati in pochi metri quadrati». Dal confronto multietnico alla crisi economica che attanaglia molte famiglie. «La nostra è una zona popolare. E giorno dopo giorno si allarga l'onda della disoccupazione. I padri di famiglia - spiega Izzo - vengono messi in mobilità o licenziati. La gestione della casa è sempre più ardua e vengono da me in cerca di aiuto. Nell'ultimo mese ne ho incontrati quindici. Sperano che possa far da tramite con l'amministrazione comunale per ottenere qualche forma di sovvenzionamento o incarichi professionali».
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