Sicurezza
Nel sacco a pelo sulle scale del Comune
Nicolò Colombini
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Linterno del camper in cui vive Renata Venanzi La donna costretta a vivere in un camper continua nella protesta
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CASTELFRANCO. Da mesi minacciava una protesta plateale, e ieri Renata Venanzi, la cinquattottenne castelfranchese che da più di un anno è costretta a vivere in un camper parcheggiato in piazza Ungaretti, di fronte al cimitero comunale, lo ha fatto davvero. Tra lo stupore dei passanti, le minacce si sono tradotte in una simbolica occupazione: sulle scale del palazzo comunale, in piazza Bertoncini, alle prime luci del mattino la signora Venanzi si è sistemata dentro a un sacco a pelo, per richiamare l'attenzione degli amministratori sulla sua situazione. «Mi sono presentata col Tirreno in mano - spiega la signora Venanzi - chiedendo l'ennesima udienza del sindaco. Ho parlato con la mia assistente sociale, Caterina Valentino, che tanto mi ha aiutato in questa storia, che mi ha spiegato che sindaco e vicesindaco sono in Inghilterra i e che non potevano ricevermi». Il primo cittadino è stato comunque informato immediatamente e sembra che una soluzione provvisoria, in vista di una definitiva, sia stata trovata: «Fortunatamente sembra che tante proteste siano servite a qualcosa: domattina (stamani per chi legge, ndr) porterò al Comune un preventivo delle spese di sistemazione del camper, che l'amministrazione si è impegnata a coprire». Il camper, immatricolato nel 1988, ha infatti diversi problemi sia all'impianto elettrico che al condotto d'areazione, con spifferi e perdite di calore che in inverno portano la temperatura a livelli insostenibili. «Entro marzo, poi, mi è stato assicurato che tutto sarà risolto: nella zona ovest del paese, vicino alla via provinciale Francesca Sud, quarantadue nuovi appartamenti saranno completati, venti dei quali ad affitto agevolato per giovani coppie, mentre i restanti ventidue sono case popolari. Una di queste sarà finalmente la mia nuova casa, sperando che fino a quel momento non intervengano inattesi e sfortunati imprevisti. Purtroppo ne ho viste tante, e finché non avrò le chiavi in mano non mi sentirò tranquilla». L'accordo, comunque, ha riportato un po' di speranza nella signora Venanzi, che potrà guardare al futuro con una maggiore tranquillità: «Speriamo che tutto vada come deve andare. Non vorrei, fra tre mesi, trovarmi nuovamente col sacco a pelo sulle scale del palazzo comunale».
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