Il Tirreno

Pontedera

Il pugilato che piace alle donne

Francesca Lombardi
Due atleti durante un allenamento all’interno della pugilistica cascinese
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Due atleti durante un allenamento all’interno della pugilistica cascinese

Alla società cascinese viene praticato come difesa personale

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 CASCINA. Sinistro, destro, sinistro per cercare di mettere al tappeto l'avversario. Questo è il pugilato, sport considerato soltanto violenza gratuita e niente di più. Ma i principi sono altri. Parola di Riccardo Barbuti, presidente della Pugilistica Cascinese.  «È soltanto un luogo comune usato da chi non conosce l'ambiente della boxe - sottolinea deciso Barbuti - il pugilato non è più pericoloso di altri sport, anzi diciamo che toglie la violenza dalla strada visto che un pugile si sfoga sul ring e quando scende è pronto per andare, tranquillo, a dormire». E precisa: «Certo nel professionismo, quando subentra la spettacolarizzazione durante gli incontri, la pericolosità aumenta, ma a livello dilettantistico non ci sono rischi: l'arbitro interviene ad ogni minimo contatto e gli atleti indossano le opportune protezioni». Insomma nessun problema neppure per i più piccoli che possono iniziare a combattere soltanto verso i 15 anni: prima per loro ci sono soltanto da eseguire le varie "mosse".  «La nostra società ha due tipi di attività al suo interno - spiega il presidente della Pugilistica Cascinese Riccardo Barbuti - una, agonistica, che prevede il combattimento vero e proprio, l'altra, amatoriale, che ha in sé la stessa preparazione ma senza il contatto fisico: la maggior parte dei nostri iscritti pratica quest'ultima». E ci sono anche alcune ragazze che si allenano tra ganci e diretti simulati. Il motivo è principalmente uno. «Le donne vengono qua soprattutto per imparare a difendersi in caso di aggressione - dice Barbuti - così si sentono più sicure perché sanno come muoversi». Per i più piccoli invece il pugilato amatoriale è un'attività completa, una vera e propria ginnastica che fa bene ad ogni singolo muscolo del corpo. Poi, per chi da grande vorrà provare l'ebbrezza di un incontro vero e proprio, il campo, anzi, il ring, è a disposizione.  Una grande famiglia quella della Pugilistica Cascinese, quasi un luogo di ritrovo per tutti i Rocky della zona che, indossati i guantoni, vanno ad allenarsi nella palestra di Titignano, recentemente restaurata, per scaricare la tensione accumulata tra problemi e imprevisti all'ordine del giorno nella vita di tutti. «Ognuno ha il suo lavoro, la sua attività - conferma Riccardo Barbuti - ma nel pomeriggio, una volta conclusa la giornata lavorativa, ci ritroviamo in palestra. Ognuno mette a disposizione degli altri la propria esperienza. Ex pugili insegnano come muoversi ai più piccoli». Insomma uno spirito di collaborazione che va al di là dei successi sportivi. Sana competizione come in qualsiasi altro sport e poi un motto che campeggia: «Odio gli eserciti, detesto la guerra e amo combattere». Una frase significativa che racchiude in sé un messaggio di non violenza che l'associazione sportiva dilettantistica di Cascina cerca di perseguire giorno dopo giorno e di trasmettere ai circa 30 iscritti dai dieci ai sessant'anni che indossano i guantoni e salgono sul quadrato magico per mettere all'angolo pregiudizi e dicerie su uno sport che ha tanto di positivo da insegnare. Info: 329 2338820.

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