Il Tirreno

Pontedera

Giovani in corteo celebrando la Costituzione

Filippo Bernardeschi
Gli studenti dell’Itis fuori e dentro il teatro Era
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Gli studenti dell’Itis fuori e dentro il teatro Era

Anche uno spettacolo al teatro Era per festeggiare i 150 anni dell'unità

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 PONTEDERA. «Voi giovani, alla Costituzione dovete dare la vostra gioventù, farla vivere».  Quella di Pietro Calamandrei, padre costituente, è solo una delle tante citazione riecheggiate ieri mattina in un teatro Era stracolmo di studenti. L'Itis Marconi ha deciso di celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia a suo modo, ripercorrendone i tratti salienti attraverso letture, canzone e piece teatrali. Prima ancora, invadendo alcune vie della città.  In 500 sono scesi in strada, sfilando in un lungo corteo che, dal parcheggio della scuola, si è snodato fino al teatro Era, passando dalla Tosco Romagnola, in zona stadio, e poi nei pressi del Cineplex. Stavolta non per protesta, ma per celebrare la Festa della Toscana e l'unità del Paese. In testa al corteo c'era la filarmonica "Volere è Potere". L'iniziativa, promossa dal consiglio d'istituto e organizzata dal corpo dei professori di lettere, è proseguita all'interno del teatro con un spettacolo che ha visto protagonisti i ragazzi affiancati dai docenti. Dall'inno nazionale alle letture dei padri costituenti, la mattinata si è svolta all'insegna del patriottismo.  «Lo spettacolo è stato anche una lezione originale - ha affermato soddisfatto il preside Pierluigi Robino - siamo orgogliosi di essere stati l'unica scuola a celebrare la ricorrenza in modo tanto partecipato e visibile. Abbiamo portato i giovani in strada - continua Robino - per far conoscere l'iniziativa anche ai cittadini».  In mezzo al corteo c'erano l'assessora provinciale, Miriam Celoni, e quella di Pontedera, Liviana Canovai. Una volta sul palco, entrambe hanno sottolineato l'importanza di rivivere la storia per rafforzare identità e spirito di appartenenza. Viene spontaneo, perciò, chiedersi quanto questi valori siano avvertiti dai ragazzi. Cosa ne pensano del proprio paese? Per Giulio Buti «c'è troppa delinquenza. Un tempo era diverso - dice il giovane - oggi l'atmosfera non è serena. In gran parte è dovuto all'aumento dell'immigrazione, anche se non bisogna generalizzare: gli italiani sono peggiorati». Poco più avanti, a proposito di immigrazione, Alex Ivana dice la sua. E' rumeno, vive in Italia da un anno e mezzo. «Vedo troppa discriminazione in giro - afferma - ma è un posto tranquillo, mi trovo bene».  In vista dello spettacolo c'è stata una lunga preparazione. La professoressa Marinari racconta: «Lunedì siamo andati con tre classi in visita a Montecitorio per assistere al dibattito sulla fiducia».  In scena i ragazzi recitano, cantano. Leggono elenchi sulla scia del programma di Fazio e Saviano. Il professor Pasqualetti canta senza musica una vecchia canzone sulla battaglia di Curtatone e Montanara: è un ovazione. Per concludere, tutti in piedi con l'inno di Mameli. E una mano sul cuore.

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di Redazione web