Il Tirreno

Pontedera

L’impegno della sezione Fratres donatori di sangue

Lavori in vista a Palazzo Roffia grazie all'attività dei volontari

Il gruppo dei volontari Fratres donatori di sangue
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Il gruppo dei volontari Fratres donatori di sangue

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 SAN MINIATO. Lavori in vista per le strutture di Palazzo Roffia, a partire dalla nuova pavimentazione nel piazzale delle ambulanze. Lavori in odor di tartufo, grazie all'impegno della sezione Fratres donatori di sangue di San Miniato, che anche quest'anno, nelle tre domeniche di Mostra Mercato del tartufo bianco, hanno gestito il punto ristoro al circolo La Cisterna, nella parte sotterranea del cinquecentesco Palazzo Roffia. Più di 1000 coperti serviti, sempre a pranzo, nei tre appuntamenti della manifestazione. Soldi che saranno investiti, come sempre, anche nel miglioramento e potenziamento delle strutture. La parte bassa dell'immobile, infatti, interamente di proprietà della locale Misericordia, è gestita dagli anni Settanta dai volontari della sezione Fratres di San Miniato, che conta attualmente 300 iscritti di cui 100 donatori effettivi.  «Per quest'anno - spiega il presidente Roberto Bachi - la priorità è quella di risistemare il piazzale per le ambulanze della Misericordia, di fianco al palazzo, realizzando una nuova pavimentazione. Sarà questo l'investimento più consistente, quello che sicuramente assorbirà la maggior parte delle entrate del 2010, ma dovremmo riuscire anche ad ampliare la cucina della Cisterna, dove lavoriamo da sempre in spazi abbastanza ristretti. A quel punto, se avanzerà qualcosa, vorremmo rimettere in sesto la scalinata esterna che dal piazzale delle ambulanze scende al giardino sottostante, utilizzato in estate per il cinema sotto le stelle».  Lavori che seguono anni e anni di interventi per un complesso di alto valore architettonico. L'impegno dei Fratres ha già restituito alla città i grandi spazi sotterranei del palazzo: le vecchie cantine, gli antichi magazzini della famiglia Roffia. «Fino a trent'anni fa non era così, queste stanze erano abbandonate da chissà quanto - ricordano alcuni tra i volontari "storici", come Diva Martini -: ci siamo rimboccati le maniche e questo è il risultato». Uno spazio, tuttavia, che meriterebbe di essere utilizzato di più, come sottolinea Monica Fiaschi: «Sono in tanti a San Miniato a chiederci di aprire più spesso La Cisterna, qualcuno non c'è neppure mai stato. Il sogno è di utilizzare queste stanze in forma permanente, anche perché altrimenti vanno in malora. Ma per adesso è solo un'idea nel cassetto». G.P.

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di Redazione web