Il Tirreno

Pontedera

Sforbiciate al 5 per mille

Un gruppo di volontari della Misericordia di Santa Croce
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Un gruppo di volontari della Misericordia di Santa Croce

Sono in subbuglio le associazioni di volontariato «Si aprirà un vuoto sul fronte dell'assistenza»

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 SANTA CROCE. Tagli al cinque per mille alle associazioni no-profit. Sono in subbuglio le associazioni operanti nel comune di Santa Croce.  «Quello che lanciamo - affermano i rappresentanti della Pubblica Assistenza, della Misericordia e dell'associazione Arturo di Santa Croce - è un messaggio di allarme: la legge di stabilità per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 taglia il cinque per mille destinato alle associazioni di volontariato e no-profit da 400 a 100 milioni di euro. Il cinque per mille è una forma di sussidiarietà fondamentale grazie alla quale il mondo del volontariato risponde ai bisogni del cittadino, colmando dei vuoti nel sanitario e nel sociale e quindi assumendo un ruolo fondamentale nel welfare nazionale. La riduzione del cinque per mille ad un quarto arriva oltretutto in un momento in cui si fa sempre più sentire il bisogno di solidarietà e di assistenza ai cittadini, ai quali il terzo settore ha finora risposto con l'erogazione di servizi che potrebbero non essere più garantiti in futuro. Oltre a non rispettare la volontà dei cittadini che decidono liberamente di destinare il loro cinque per mille alle associazioni attraverso la dichiarazione dei redditi, questo taglio di fatto aprirà dei pesanti vuoti sul fronte dell'assistenza e della coesione sociale, ripercuotendosi su tutto il territorio e su tutti i cittadini per i quali il volontariato svolge un ruolo essenziale. Questo taglio si somma a quello al fondo nazionale per le politiche sociali (da 435 milioni del 2010 a 35 milioni del 2011) e all'abolizione delle agevolazioni delle tariffe postali per il no-profit (da marzo 2010 inviare comunicazioni e bollettini ai soci costa il 340% in più)».  Secondo le tre associazioni, la conseguenza di tutto questo è che molti sodalizi saranno obbligati a ridurre drasticamente le attività se non, nel caso peggiore, a fermarsi del tutto, lasciando un vuoto incolmabile nell'emergenza sociale e sanitaria, nella protezione civile e anche nella cultura.

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