Il Tirreno

Pontedera

L’INTERVENTO

Per chi va in auto non siamo delle persone

Gli organizzatori   della Randonnée Valdera

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Non siamo più disposti a subire in silenzio. Non ti guardano, non ti vedono. Non ti considerano una persona. Sei una bici, non un uomo, una donna e un bambino che va. Un bersaglio nel parabrezza. Loro non ti sentono, hanno musica nell'abitacolo, telefonano, sono sigillati con l'aria condizionata, e poi c'è anche il motore che non fa rumore, non dice loro che vanno oltre il limite. L'elettronica li rende senza peso, massa inerziale; nasconde che il motore è un'arma e la patente un porto d'armi. E nemmeno tu li senti arrivare, perché oggi le macchine sono cose silenziose come ghepardi nella savana. Arrivano da dietro, a tradimento. A volta anche di fronte come ieri sulla Tosco Romagnola. La strada italiana è diventata un campo di battaglia e chi non ha la grossa cilindrata soccombe. Macchine sempre più potenti, fretta, insofferenza per chi va piano. È sempre peggio: le statistiche che vantano la diminuzione degli incidenti stradali sono un bluff perché riguardano solo gli automobilisti. Per pedoni e ciclisti il numero dei morti è costante, se non in aumento, e di questo non si parla. Se si depura il dato dagli incidenti in autostrada e quelli del sabato sera dove le bici sono assenti e il traffico a piedi pure, scopri che i ciclisti e i pedoni falciati in situazioni normali sono il cinquanta per cento e non il quindici come si afferma. Ma anche di questo non si parla. Scusate se ci ostiniamo a rivendicare il diritto quale ciclisti all'uso della strada. Non siamo più disposti a subire in silenzio.

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