Il Tirreno

Pontedera

La Valdera in Iraq, in missione di pace

Gian Ugo Berti
La Valdera in Iraq, in missione di pace

È il secondo viaggio di una delegazione toscana: domani la partenza Nel gruppo ci saranno Pietro Pertici (Tavola) e Giovanni Forte (Unione)

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 PONTEDERA. Una ferma presa di posizione contro la mancata presenza del dissidente cinese Liu Xiabo alla cerimonia per la consegna ad Oslo del Premio Nobel per La pace, ha avuto inizio la conferenza stampa di presentazione di un'altra iniziativa dell'Unione dei Comuni della Valdera e Della tavola della Pace e della Cooperazione a tutela dei diritti umani. Filippo Fatticcioni e Pietro Pertici (nella foto a destra, insieme a Giovanni Forte), hanno stigmatizzato quella "sedia vuota", così come qualsiasi atto contro la libertà di parola e di fede politica.  Motivo della conferenza, la seconda missione in Iraq di una delegazione toscana. Domenica, partenza in aereo per Parigi dall'aeroporto di Pisa e via Parigi-Istambul, diretti fino ad Erbil nel Kurdistan irakeno.  Oltre a Pertici, parteciperanno al viaggio Stefano Fusi, consigliere provinciale di Firenze e coordinatore tavolo regionale Mediterraneo e Medio Oriente, cooperazione decentrata toscana, Stefano Vannucci, Provincia di Firenze, Marialuisa Chiofalo e Silvia Pagnin, assessori comunale e provinciale a Pisa, Giovanni Forte, direttore dell'Unione dei Comuni della Valdera, Annet Haenneman, referente Tavola della Pace Val di Cecina, Gianluca Mengozzi, dirigente settore internazionale Arci Toscana, Tiziano Blasi, Martina Pignattyi Morano ed Andrea Misuri, Un ponte per..., Niccolò Fregoso, Commissione Pace, Comune di Firenze.  Dal canto suo Fatticcioni ha parlato di un "viaggio di lavoro" (sei giorni) per portate un positivo contributo di esperienza amministrazione, nell'ottica della non violenza e della cooperazione. Pertici ha concluso sottolineando l'intento di voler costruire un progetto per lo sviluppo democratico della società civile in quel Paese. La delegazione affronterà le questioni delle violazioni dei diritti umani, civili e sociali, si confronterà con la società civile irakena,esaminerà le discriminazioni in cui versano le minoranze etniche, religiose e culturali, cercherà d'avviare relazioni con gli enti locali irakeni e con le strutture universitarie.

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