Il Tirreno

Pontedera

Il segretario nazionale Ugl Centrella benedice il momento sì dell'Assowerke

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 CALCINAIA. Un'azienda in salute grazie alla diversificazione e che ieri ha ricevuto la visita di un segretario sindacale nazionale. Giovanni Centrella, leader dell'Ugl, ha incontrato i lavoratori della Assowerke di Fornacette.  In vista ci sono le elezioni della Rsu, previste per mercoledì. L'Ugl presenterà tre candidati: Emiliano Catarsi, Andrea Nesti ed Emiliano Angiolini.  E' in salute l'impresa di Fornacette, dopo un anno di cassa integrazione ordinaria e la preparazione dei contratti di solidarietà che non sono stati applicati proprio per la ripresa economica. «Va dato atto alla proprietà - ha detto Maurizio Iacoponi, segretario provinciale dell'Ugl metalmeccanici - di aver investito sui prodotti e sugli ambienti di lavoro, favorendo un miglioramento dei conti e l'arrivo di commesse che hanno risollevato la situazione».  Attualmente, Assowerke ha circa 370 lavoratori, di cui 320 fissi e il resto interinali. Centrella ha visitato l'impresa fornacettese anche per parlare di temi nazionali e territoriali. «Abbiamo firmato l'accordo per lo stabilimento Fiat di Pomigliano per senso di responsabilità». Su Piaggio, poi, il segretario si è espresso in termini positivi: «E' rimasta l'unica azienda italiana a voler investire ancora nel nostro Paese. Spero di non dovermi rimangiare questa idea dopo l'incontro del prossimo gennaio fra azienda e sindacati. La sensazione è che il presidente del gruppo Roberto Colaninno abbia tutto l'interesse a rimanere in Italia, specie in un momento come quello attuale in cui Fiat sta dando segnali inequivocabili di voler delocalizzare all'estero. Anche i rapporti sindacali in Piaggio sono molto diversi rispetto alla Fiat, in cui è forte il peso di Fiom-Cgil che, guarda caso, ogni volta che il centrodestra è al governo la butta in politica creando problemi enormi». Poi, anche un pensiero sull'indotto: «Questa zona, come del resto la Toscana, sta soffrendo, ma meno rispetto ad altre regioni in Italia. Le basi per ripartire ci sono, ma dovrà cambiare il forte legame esistente fra la Piaggio e le imprese dell'indotto. Serve diversificazione». A.Q.

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