La manifestazione
Il boom della medicina cinese
Paola Silvi
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Unostetrica al lavoro con un bambino nellincubatrice Oltre 700 visite all'anno nel settore ginecologico
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PONTEDERA. Nascere con una "moxa". Uno speciale bastoncino riscaldato applicato sul piede della futura mamma. E' questo il metodo praticato dalla medicina cinese per favorire la rotazione del feto ed evitare possibili complicazioni durante il parto. E' questo uno dei metodi utilizzati da Elena Cerri all'ospedale Lotti. Che, a braccetto con altre tecniche non convenzionali, adottate dalla saggezza orientale, sta avendo un successo di utenza senza precedenti. Tanto che l'ostetrica pontederese si dedica esclusivamente a questi servizi e conta una quindicina di visite alla settimana. Oltre 700 in un anno, a cui vanno aggiunte le sedute in corsia e le consulenze varie. «Era il 2002 quando decidemmo di provare a percorrere questa strada alternativa», racconta Cerri. «Da allora mi sono formata seguendo corsi professionalizzanti ed offriamo queste tecniche ai nostri pazienti, risultando fra le migliori Asl italiane». Lo scopo della moxibustione è quello di prevenire i parti cesarei e di diminuirne la percentuale. Il feto si prepara alla nascita mettendosi per tempo a testa in giù. Se entro la 34ª settimana non ha preso la giusta posizione e si presenta podalico, ci può essere il rischio di un parto laborioso. La medicina cinese si avvale di un metodo indolore e di provata efficacia. «Si può favorire - spiega l'ostetrica - la rotazione scaldando con la "moxa", che consiste in un sigaro di artemisia, un angolo esterno del piede. Si avvicina il rotolo alla pelle e lo si mantiene in posizione finché il calore non è eccessivo. Il calore poi sollecita il movimento del feto che torna in posizione normale e si asseta». E dalla patria del Sol Levante altri sono i servizi offerti in ginecologia. Dalla "moxa" all'inquadramento energetico. «Secondo la medicina cinese - continua l'esperta - la salute consiste nel perfetto equilibrio tra le due forze che regolano l'universo in tutte le sue manifestazioni: lo Yin e lo Yang. Attraverso una serie di domande specifiche, l'osservazione diretta della donna, i dolori che riscontra, sono in grado di decidere i percorsi da seguire e gli strumenti da adottare. Gli aghi, i massaggi, il calore danno sollievo e risolvono molti disturbi legati al travaglio, al parto, alle ragadi al seno, alla gravidanza in sé». Risultati sempre più spesso ricercati dalle puerpere pontederesi. Ma la strana alleanza tra la medicina classica, tradizionale e quelle complementari non finisce qui. Oltre ai trattamenti cinesi in corsia c'è spazio per l'arte, la lettura, la biblioteca, l'omeopatia, i clown che tentano di strappare un sorriso ai più giovani. Programmi pensati solo per i pazienti, anche per i più piccoli, ma graditi persino ai familiari. Si allarga così il fronte delle cure oltre la cura. «Cerchiamo di rendere meno dolorosa e noiosa possibile la permanenza, tentando strade diverse alle solite, molto apprezzate dai nostri utenti», conclude Loretta Moretti, responsabile dell'accoglienza ospedaliera del Lotti.
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