Sicurezza
Già eroinomani tra i 15 e i 17 anni
Veronica Potenza
Decisamente allarmanti i numeri del Sert dell'Asl per la zona del Valdarno
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SAN MINIATO. Sono 336 gli eroinomani che hanno bussato lo scorso anno alle porte del Sert dell'Asl 11. Chi era portato ottimisticamente a ritenere che l'eroina facesse parte di una brutta pagina di storia degli anni '70 o che fosse ormai relegata nelle zone più degradate del paese dovrà ricredersi perché i dati dell'Asl dimostrano il contrario. Cambiano le modalità di assunzione e le motivazioni che spingono all'approccio alla droga più temuta, ma i numeri ci dicono che si tratta di un problema ancora radicatissimo nel Valdarno e nell'Empolese-Valdelsa. I numeri. Gli eroinomani rappresentano la fetta più grossa dei 540 tossicodipendenti in cura presso le due sedi in questione: Empoli e Fucecchio. Se a questi si aggiungono i tabagisti e gli alcol-dipendenti il numero sale a quota 725. Il Valdarno "contribuisce" con 124 pazienti: 57 da San Miniato, 23 sia da Castelfranco di Sotto che da Santa Croce sull'Arno e 21 da Montopoli. Si tenga presente poi che il dato di Castelfranco è sottostimato perché c'è una tendenza a rivolgersi a Pontedera per ragioni di prossimità. Età. Ma qual è l'età media delle persone che bussano al Sert per chiudere con l'eroina? «C'è una buona fetta - ha spiegato la dottoressa Tedici - che ha più di 39 anni, la cosiddetta "classe storica". Si tratta di persone che vengono qui dagli anni '90 perché non riescono a staccarsi dal servizio». Non mancano però i giovanissimi, addirittura ragazzi di 15-17 anni. «Una delle differenze sostanziali - spiega - è che una volta arrivavano qui intorno ai 28-30 anni, erano persone che si opponevano allo Stato, reduci dell'ideologia hippie. Adesso i ragazzi approdano all'eroina non per scelta ma per casualità. Sono spinti da una frenesia e da un consumismo non diverso da quello che porta a desiderare i marchi o che avvicina al transessualismo. Il tempo del godimento si è ristretto, c'è una continua corsa verso l'evolversi, l'ottenere e il bruciare». Modalità di assunzione. Anche la massiccia campagna che aveva per oggetto l'Aids e che aveva diffuso tanta paura anni fa sembra aver esaurito i suoi benefici effetti. Non ci si è allontanati dalla sostanza in sé ma piuttosto dalla siringa. Nel 2004 il 71% dei 428 consumatori di eroina assumevano questa sostanza per via endovenosa. Oggi la percentuale è scesa al 62,50% perché sono aumentati coloro che, soprattutto giovanissimi, la sniffano o la fumano. Dopo l'eroina è l'alcol la sostanza che "miete" più vittime, ben 129. Seguono la cannabis (93), la cocaina (78), il gioco (18) e l'ecstasy (7). Fattori predisponenti. Esistono dei fattori che predispongono all'abuso di sostanze stupefacenti? Si, e sono di natura sia genetica che ambientale. A livello genetico sempre più studiosi hanno osservato una correlazione tra la sindrome da deficit di attenzione o iperatività (Adhd) e la tossicodipendenza. «Se un Adhd - ha detto Maura Tedici - interpone tra sé e l'esterno una droga è finita perché crede di aver trovato una soluzione chimica al suo problema, alla sua incapacità di provare piacere prolungato». A livello ambientale invece sono spesso decisivi i traumi dell'età infantile: separazione genitoriale, gravi lutti o l'aver subito un trauma come un infortunio che ha interrotto bruscamente quello che sembrava essere il preludio a una promettente carriera sportiva.
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