Sicurezza
Tra la gioia per il nuovo e la nostalgia dei ricordi
Nilo Di Modica
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Il taglio del nastro con Gabbanini e Baldinotti Inaugurata la Casa del Popolo a La Scala. È costata oltre 1,2 milioni
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SAN MINIATO. Un popolo e la sua casa. Cerimonia in grande stile ieri pomeriggio nella frazione de La Scala, in occasione dell'inaugurazione della nuovissima Casa del Popolo. Una festa che ha visto partecipare molti esponenti delle istituzioni, a partire dal sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e dal vescovo, monsignor Fausto Tardelli. Personalità di ieri e di oggi, esponenti dell'Arci, giovani, vecchi e soprattutto tanti abitanti della piccola frazione sanminiatese de La Scala hanno voluto salutare la nuovissima struttura in via Covino. Sarà qui che d'ora in avanti si svolgerà l'attività dell'Arci, nonché quella delle associazioni sportive e dei partiti (Pd e Prc) che avranno sede nel nuovo circolo. Una spesa di un milione e 200mila euro per 516 metri quadrati edificati su un'area comprensiva di 7mila metri, con una parte del terreno destinato a verde attrezzato per i bambini, una piazza pedonale ed un ampio parcheggio. Funzionalità tutte nuove rispetto alla storica sede in piazza Trieste, certo più centrale ma costruita con i vecchi criteri dei circoli di una volta, con la sala da ballo "La Stella" di cui anche ieri, sicuramente, qualcuno avrà avuto un po' di nostalgia. Lo stesso sentimento che si legge nelle facce di chi, nel 1965, inaugurò la vecchia Casa del Popolo come usava fare in quei tempi: con tanto olio di gomito e sacrifici da parte dei tesserati. «Ero il primo ad arrivare la mattina al cantiere - ricorda ricorda Bruno Paci, uno dei fondatori del circolo nel 1965 -, tutti a lavorare per murare l'edificio. E una volta al mese, registro alla mano, a ritirare 1.000 lire a tutti quelli che avevano dato la disponibilità a finanziare i lavori». Altri tempi, altro mondo. Una tradizione che verrà portata avanti dai due giovanissimi presidenti Alessio Macchi (presidente dell'associazione non riconosciuta Casa del Popolo) e Mirko Neri, capo del consiglio dell'Arci. «Quello che inauguriamo oggi è un sogno che diventa realtà - ha affermato Neri durante l'inaugurazione -. Un sogno che speriamo possa nuovamente coinvolgere tutti coloro che a La Scala vorranno portare avanti questo luogo di socialità, cultura e impegno». La stessa importante funzione che ha voluto sottolineare anche il vescovo Fausto Tardelli, venuto a benedire la nuova struttura. «Saluto con convinzione strutture come questa - ha commentato monsignor Tardelli -, frutto di impegno corale, volontà e sentimento. Un luogo dove solidarietà e amicizia possano far crescere la comunità». E all'inaugurazione, durante la quale si è esibita la filarmonica locale "Antonio Del Bravo", ha voluto partecipare anche il sindaco di allora Nello Baldinotti, le cui foto in bianco e nero della prima inaugurazione del 1965 ancora campeggiano sui muri dell'edificio inaugurato oggi. Un secondo taglio del nastro, questa volta fatto in compagnia del suo successore e sindaco attuale Vittorio Gabbanini, visibilmente commosso. «E' con estremo piacere che inauguro questa struttura, manifestazione di quel mondo associativo da cui anche io provengo - ha dichiarato Gabbanini, ricordando il suo impegno decennale nell'Arci -. Una realtà che oggi continuerà la sua opera di socialità, così importante in questo momento di crisi. Un "ripartire dai circoli", come disse il Presidente della Regione Enrico Rossi in campagna elettorale, alla ricerca di quell'impegno, anche politico, che animava le nostre case del popolo».
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