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Pontedera

Lo sciopero del vitto

Lo sciopero del vitto

Clamorosa iniziativa dei carcerati-studenti per protestare contro i tagli all'istruzione

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 VOLTERRA. Anche gli studenti-carcerati di Volterra "presenzieranno" a loro modo alla grande manifestazione di protesta contro i tagli al sistema scolastico prevista per il prossimo 14 dicembre. Non potendo ovviamente uscire dal carcere (foto), gli studenti della sezione per geometri "Graziani" dell'Itcg "Niccolini" di Volterra, hanno deciso di effettuare uno sciopero pacifico di due giorni, il 13 e 14 dicembre, con il rifiuto del vitto dell'amministrazione.  «Facciamo presente - affermano gli studenti-carcerati - che questo sciopero non è nel modo più assoluto rivolto verso la direzione della casa di reclusione, alla quale va tutto il nostro apprezzamento e con la quale abbiamo un ottimo rapporto. Lo sciopero ha come motivazioni la paventata chiusura o, nella migliore delle ipotesi, il ridimensionamento delle scuole carcerarie che saranno inserite nei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, con una perdita notevole del personale docente e, quindi, della qualità dell'insegnamento. Intendiamo idealmente collegarci e mostrare solidarietà con lo sciopero e la manifestazione indetti dai sindacati provinciali per il giorno 14 dicembre, per la tutela non solo delle scuole carcerarie, ma del diritto allo studio di tutti i giovani della Valdicecina, dai bambini delle scuole materne all'istruzione degli adulti. Per esprimere il nostro dissenso alle "riforme" che penalizzano gli istituti penitenziari, programmeremo anche altre iniziative per la difesa dell'insegnamento nella nostra come nelle altre scuole carcerarie. Riteniamo che le motivazioni che ci spingono allo studio e al sapere in generale si siano accresciute nel tempo e si siano rafforzate, anche grazie ad attività collaterali quali il progetto teatrale. Nel corso degli anni abbiamo scoperto il piacere della conoscenza che, migliorando il nostro livello culturale, apre davanti a noi migliori prospettive per vivere la detenzione».  Il 14 nemmeno i docenti dei corsi d'istruzione del carcere staranno a guardare: saranno infatti presenti alla manifestazione sfilando incatenati alla testa del corteo.

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