Il Tirreno

Pontedera

Biscottificio Guelfi, la storia raccontata in un libro

È stato il primo in Italia, i suoi prodotti acquistati anche dalla famiglia Savoia

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 CASCINA. Il primo biscottificio italiano è nato nel 1856 a Sant'Anna di Cascina. Un'attività storica che viene raccontata, dopo molti anni, nel libro il "Fabbrica di biscotto, biscottificio Guelfi", edito da Tipografia Dini di Sant'Anna un frammento della storia locale cascinese, che sarà presentato sabato, alle 17 al centro culturale "Peppino Impastato", in via Pascoli.  Un lungo racconto - il testo ha ben 272 pagine - a tiratura limitata: un pezzo di memoria storica locale, la storia del biscottificio unita agli avvenimenti ed ai personaggi locali che hanno delineato la storia locale. Il libro è stato scritto a sei mani da Lorenzo Barsotti, cascinese, insieme ai genitori, Marco Barsotti e Carla Mori, appassionati di storie e tradizioni locali. La ricerca del materiale, delle foto e delle interviste ha richiesto circa vent'anni di tempo, mentre per la stesura qualche anno in meno (10 circa). La storia del biscottificio va di pari passo alla storia del territorio cascinese dal 1856, anno di nascita della fabbrica di biscotti, al 1970 anno di fine della produzione dell'azienda surclassata dalla concorrenza e dai prezzi più appetibili delle nuove industrie italiane dolciarie del dopoguerra. I biscotti di Gaetano Guelfi sono stati assaggiati non solo nel cascinese, ma un po' in tutto il mondo, in città come Dublino, Vienna, Londra, ma è stato anche fornitore della Casa Reale Savoia. Guelfi, inoltre, è stato nominato cavaliere del lavoro. L'edificio della fabbrica dei biscotti esiste ancora oggi e si trova a S. Anna di Cascina, ma il biscottificio non c'è più: al suo posto ci sono altre attività commerciali.  «Il "Biscottificio Guelfi" è stata una realtà industriale di pregio nel cascinese ed aveva circa 100 lavoratori - spiega Lorenzo Barsotti, uno degli autori - e tutti del territorio. La storia del biscottificio è terminata nell'immediato dopoguerra, quando nel '45 è stato rilevato dal Biscottificio "Campidoglio" di Torino, pur conservando il marchio "Guelfi 1856". Nel periodo delle due guerre mondiali, soprattutto nella seconda, a causa della crisi dei consumi e della povertà che imperversava anche nel nostro territorio, il biscottificio ebbe un forte calo di produzione e vendite. Gli anziani mi hanno raccontato che questo è stato il primo biscottificio in Italia». Famosi sono stati i vari tipi di biscotti da the, wafer, ma anche il tipo "Fantasia" realizzato da Gaetano Guelfi su modello dei biscotti inglesi, ma con alcune varianti creative. «Sempre gli anziani mi hanno raccontato di aver assaggiato anche le famose" spezzature" dei biscotti, tagli di minor qualità, magari confezionati in modo più spartano, ma apprezzati anche da chi non aveva grandi possibilità di spesa. Anche la Casa Savoia comprava i biscotti del Guelfi - aggiunge Barsotti -. Questi biscotti sono stati assaggiati un po' in tutta Europa e la ditta ha ricevuto premi e riconoscenze in città come Vienna, Dublino, Londra». Gli inglesi hanno sofferto per molto tempo la concorrenza del Guelfi, perchè i suoi biscotti erano molto apprezzati dai palati inglesi. La ricetta magica era la genuinità e la qualità e per diversi anni questo slogan funzionò. «Nel testo ci cono riferimenti alla storia locale - aggiunge Lorenzo Barsotti, un autore - perchè viene citato anche l'aviatore cascinese, Giuseppe Cei, il primo aviatore toscano con brevetto, in occasione della sezione dedicata all'aviazione nei primi del '900». L'idea di scrivere questo libro «è nata dalla passione che ho, insieme ai miei genitori, Marco e Carla, di raccogliere materiale di vario tipo sullle tradizioni locali. Lasciare con questo scritto una testimonianza per la nostra comunità è stato per noi importante». Elena Iacoponi

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