Il Tirreno

Pontedera

Castelnuovo, famiglie intrappolate dalla costruzione della variante a monte

Per andare a casa aprono e chiudono i cancelli del cantiere aperto

Andreas Quirici
I lavori alla variante a Castelnuovo
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I lavori alla variante a Castelnuovo

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 CASTELNUOVO VDC. Una donna, la sua famiglia e una variante a monte di Castelnuovo che sta creando numerosi problemi a lei, ai suoi cari, ma anche ai vicini.  Sotto accusa i lavori per la realizzazione di una strada che si sono bloccati, lasciando i residenti della zona alle prese con un cancello che chiude il cantiere, ma anche l'unica strada che conduce al centro abitato.  Antonella Zillio, che abita con il marito e i suoi quattro bambini in via del Monte, al podere Casino, ricostruisce i fatti in una lettera: «I lavori per la costruzione della variante a Monte di Castelnuovo sono nuovamente bloccati e gli operai della ditta se ne sono andati lasciando incompiuta la grande opera. Lungo il percorso, come una scogliera, enormi sassi fiancheggiano un tratto di strada pieno di buche e sassi appuntiti che tagliano i pneumatici. Un guado colmo d'acqua separa nettamente dalla civiltà la famiglia e i proprietari di fondi che vi transitano quotidianamente».  Una scena deprimente, ma che non finisce certo qui, perché ieri c'è stata una ulteriore precipitazione della situazione. «Hanno chiuso il tratto del cantiere con lucchetti e due chiavi differenti consegnate alla famiglia che abita al di là della variante - scrive ironica la donna - Ringraziamo gli operai della ditta Alpin, la Provincia di Pisa e la polizia municipale per averci dato la responsabilità di aprire e chiudere i pesanti cancelli, di restare fino a marzo senza la possibilità di ricevere parenti e conoscenti a causa dell'intransitabilità del cantiere e del suddetto tratto viario e di non aver ricevuto nessun avviso e di non aver visto adeguata cartellonistica informativa. Oltre a questo ringraziamo di essere stati lasciati senza supporto in caso di frane o soccorso medico o qualsivoglia accidente». E "i ringraziamenti" di Antonella Zillio non finiscono qui: «Se siamo stati investititi del ruolo di guardiani di una variante che non finisce mai, crediamo giusto venire almeno risarciti dei danni di questi due anni di stress, sia emotivo che economico, causato dalla rottura del nostro mezzo proprio per via del cattivo stato della strada, oppure di essere pagati per l'incarico ricevuto nostro malgrado».

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