Sicurezza
Bonifica nella bufera
È polemica sui lavori decisi dal Consorzio
Nilo Di Modica
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CASTELFRANCO. Fanno discutere i lavori annunciati sul canale Rogio, che oltre ai comuni di Bientina, Vicopisano e Capannori interesseranno un breve tratto del comune di Castelfranco di Sotto, lungo la Bientina-Altopascio. Un lavoro che, per la prima volta, recupererà una parte delle spese (circa il 10%) attraverso la rivendita del legname raccolto durante la bonifica del canale. Elemento di novità che a quanto pare non ha convinto il Comitato regionale contro la tassa di bonifica, che in un comunicato critica l'operato del consorzio Auser-Bientina definendolo «inutile e dannoso» in quanto «da uno studio condotto da esperti in materia, pagato dal Comitato, emerge che le poche strade ancora non dissestate nella nostra regione sono proprio quelle che al loro fianco hanno alberi, che con le loro radici a volte tengono salda la sede stradale». Una posizione tenuta fermamente anche dai membri castelfranchesi del Comitato, a partire dall'orentanese Paolo Del Seta. «Le condizioni della via del Padule - commenta Del Seta - sono sotto gli occhi di tutti, e guarda caso quella strada è stata da tempo liberata dagli alberi laterali. Lo stesso vale per i fossi. Chi ci dice che le radici intorno al corso d'acqua non abbiano una funzione fondamentale nel dare stabilità agli argini, specialmente per i piccoli corsi d'acqua come il Rogio?». Il Comitato regionale, nel suo intervento, si rivolge anche al presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni. «Con quale criterio - gli si chiede - si fanno tagliare le piante e poi ci si lamenta sui giornali che la Provincia non ha soldi per sistemare quella strada?». Una prima risposta al Comitato viene da Enrico Valle, assessore all'ambiente di Castelfranco. «Io ci penserei due volte prima di andare a fare le pulci ai tecnici e ai professionisti del Consorzio, me ne guarderei bene. Evidentemente, non è un caso se i luoghi recentemente interessati da simili bonifiche, come Chiesina Uzzanese e aree limitrofe, sono quelle che adesso temono meno di tutti frane e smottamenti. I lavori sono necessari alla tenuta di strade e argini».
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