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Pontedera

LA NOVITÀ

Ora si "tira" il profumo

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 PONTEDERA. Sembrano prodotti innocui. A prima vista classificabili sotto la voce "erboristeria". Si potrebbero scambiare per profumi o deodoranti indicati per gli ambienti. E invece sono le cosiddette droghe furbe, quelle che sfuggono alla classificazione ufficiale finendo sugli scaffali degli smart shop delle grandi città o nelle vetrine virtuali dei siti web, sotto forma di erbe appunto, incensi o pasticche. Si tratta di prodotti vegetali, i cui effetti sono spesso sconosciuti. E' questa la nuova tendenza in voga tra i più giovani. «Tendenza che per il momento non abbiamo avuto modo di riscontrare nei nostri utenti - dice senza ombra di dubbio Milo Meini, responsabile del Sert dell'Asl 5 - ma di cui si riscontrano già le prime segnalazioni. Sono stati registrati alcuni casi in Europa e in nord Italia". Non dovrebbero metterci poi molto ad oltrepassare le frontiere e i confini regionali. «Soprattutto perché internet - sottolinea il responsabile - è un veicolo di grande diffusione». E l'Osservatorio dell'Istituto superiore della sanità su fumo, alcol e droga ne ha individuate sei nuove, descritte nell'edizione del rapporto sulle "smart drugs". Argemone mexicana (un tipo di papavero), Brugmansia arborea (arbusto), Datura stramonium (stramonio comune), Muira puama (pianta tipica del Brasile dagli effetti afrodisiaci, chiamata "il Viagra naturale"), Piper methysticum (kawa-kawa, pianta tipica della Polinesia), Turnera aphrodisiaca (arbusto diffuso nel centro e sud America) sono i nomi scientifici. Le conseguenze invece spaziano dalle allucinazioni visive alla tossicità, «fino - aggiunge Meini - alla morte». Sui blog, e i forum, abbondano i "consigli per l'uso". Quale tipologia assumere, dove acquistarli, come incrementare gli effetti e come contribuire ad attenuarli. Prodotti non così difficili da trovare, a dispetto della pericolosità. Che esercitano un forte appeal su studenti, ma anche professionisti e adolescenti, evocando il mito degli "stregoni-poeti", della controcultura, della pseudo-religione. A braccetto con l'utilizzo delle smart drugs ci sono poi le sostanze miscelate e improvvisate nei rave party, "veri e propri laboratori clandestini che sfuggono ad ogni tipo di controllo", continua Meini. «La consapevolezza allora è l'arma migliore per fare prevenzione». (ps)

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